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E' bagarre in aula sulla scuola. Perotto, diffamato da insegnanti in chat

20 set 2018
E' bagarre in aula sulla scuola. Perotto, diffamato da insegnanti in chat
Dopo due mesi di polemiche, raccolta firme e sciopero degli insegnanti, il decreto scuola arriva in Aula per la ratifica. “Contrarietà maggiore non poteva averne” – ammette lo stesso segretario Podeschi, che ricorda i tanti incontri, fino al recente collegio docenti “infuocato”. “Capisco – dice - la Csu che in vista del Congresso deve scaldare i motori ma vorrei si ragionasse sui contenuti”. Ed è lì che entra, rassicurando ancora una volta sulla volontà del Governo di non chiudere alcun plesso. Torna sul calo delle nascite, “mi hanno accusato – ironizza - anche di quello” e “il decreto – aggiunge – è stato presentato prima dell'approvazione ai sindacati e illustrato in Commissione, cosa che normalmente non accade”. L'opposizione lo attacca, invece, proprio sul metodo. Matteo Zeppa lo ribattezza addirittura “Segretario alla distruzione”. “Non c'è stata nessuna condivisione – lo apostrofa Mariella Mularoni – è un atto di forza, emesso quando i docenti erano in vacanza, dopo averli rassicurati che la scuola non sarebbe stata toccata. Le vere vittime sono gli studenti”. Ad Iro Belluzzi non piace il riferimento al sindacato “che sta scaldando i motori”, “è una mancanza assoluta di rispetto”. “Con il decreto ci sono quattro insegnanti in meno. Era questo – chiede Pasquale Valentini – l'obiettivo?” Prendono parola anche docenti di maggioranza. Fabrizio Perotto confuta punto per punto quelli che definisce luoghi comuni. A partire dall'accusa di voler impoverire l'istruzione. “La qualità – dice – la fanno gli insegnanti”. Poi, un risvolto personale. Racconta di aver subito diffamazione da parte di colleghi tramite chat. “I responsabili – dice – risponderanno”. Il decreto – chiarisce Marica Montemaggi – non risponde ad una logica di spesa ma di riorganizzazione del sistema scolastico. Saremmo miopi se non prendessimo in considerazione il calo demografico. E' lì – dice – che mi aspetto che la politica compia il suo dovere”. “La scuola non può essere un monolite intoccabile, sempre uguale a se stessa ma una istituzione dello Stato in continua evoluzione”, afferma Marina Lazzarini. Per Davide Forcellini occorre però capire beneficio economico e costo per la collettività, non facendo i conti della serva mentre per Denise Bronzetti “non si è tenuto conto della grande professionalità della categoria”. Insomma, fra chi non vede l'apocalisse e chi accusa il Governo di volere solo fare cassa le distanze non si accorciano.
Solo su un punto maggioranza ed opposizione concordano: l'altissimo livello dell'istruzione a San Marino. “Non si parli di sfascio” - avverte Giuseppe Morganti - “la nostra scuola è eccezionale. Non ha mai smesso di innovare e sperimentare. La politica ha sempre investito tantissimo in questo comparto, non solo in risorse ma in qualità, partecipazione e fiducia”.

MF

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