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Politica italiana. Cresce il pressing sulla legge anticorruzione

3 ott 2012
Politica italiana. Cresce il pressing sulla legge anticorruzione
Dopo gli scandali sull’uso dei fondi dei consigli regionali il governo pone mano all’accetta. Oltre al secondo decreto sviluppo il Consiglio dei ministri varerà tagli alle risorse delle regioni, e da Palazzo Chigi prosegue il pressing sui partiti per la legge anticorruzione. Di Pietro e Bersani, che oggi ha avuto un faccia a faccia con il premier a Palazzo Chigi, chiedono al professore di far presto, se necessario ricorrendo anche alla fiducia sul provvedimento. Ma le posizioni non si avvicinano lasciando la patata bollente nelle mani di Monti, che chiede aiuto alle banche per dare spunto ad una ripresa che secondo Grilli è “urgente”, e non si ottiene con la bacchetta magica. Ma il presidente Napolitano resta ottimista sulle energie degli italiani e dice “basta” al fatalismo. Intanto, sulla riforma della legge elettorale sembra tornato lo stallo. Il Pd dice no alla proposta di Calderoli che aveva fatto sperare in un accordo. “Sono molto cauto su una proposta con quella firma”, sostiene il segretario del Pd. Ma anche il Pdl frena, lasciando presagire un possibile fallimento della mediazione leghista, che per Cesa dell’Udc “non funziona” e per Bocchino di Fli non sarebbe altro che un “porcellinum”. E mentre Montezemolo dice no alla vecchia politica che ha fatto fallire la seconda Repubblica, nei partiti continua lo scontro. Casini critica la candidatura di Vendola alle primarie del centrosinistra, su cui aleggia lo spettro del quorum. Il centrista pone veti rispetto a future alleanze con il Pd, e Bersani lo accusa di “ragionare a giorni alterni”. E nel Pdl gli ex di An reclamano da Berlusconi un cambio di passo che sa di scissione: decisioni potrebbero emergere da un vertice serale a Palazzo Grazioli.

Da Roma Francesco Bongarrà