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Case più care a Rimini che a San Marino

27 apr 2005
Case più care a Rimini che a San Marino
Mattone su, mattone giù. Salgone le performance del mercato immobiliare in tutta l’Emilia-Romagna, con cifre da record; segnano, invece, il passo a San Marino. “Da un anno e mezzo un settore sostanzialmente fermo per il costo delle case – fanno sapere gli operatori –. Più richieste le abitazioni di piccole o medie dimensioni, la zona più ambita e quindi anche più cara rimane Domagnano fino a Fiorina – dai 3000 euro al metro quadro - dove però l’offerta di immobili inizia a scarseggiare. Mattone quotato in media 2500 euro al metro quadro in Città, Borgo, Dogana e pure nelle aree di insediamenti produttivi come Rovereta e Galazzano. Si spende meno nei castelli perificerici: 2000-2200 euro al metro quadro.
Quelli della Repubblica sono valori coincidenti o addirittura inferiori rispetto al costo delle case nella vicina Rimini, che figura a livello nazionale, tra le città più care. Lo dice uno studio Nomisma che parla di Rimini come “mercato bollente della Regione”. Eterogenea la mappa del caro-mattone: dai 2500-3000 euro al metro quadro fino ai 4000 euro, in base all’acquisto – se immobile nuovo o usato – e alla posizione. Un esempio proprio da Marina Centro, considerata zona di pregio: il costo dell’usato, per appartamenti degli anni ’60-’70, è attorno ai 2500 euro al metro quadro; si sale verso i 3000 euro quanto più ci si avvicina al Grand Hotel. Ma se nella stessa zona si acqusitano immobili di nuova costruzione e con finiture di lusso si arrivano a superare i 4500 euro al metro quadro. In crescita anche altre aree, come quella di San Giuliano, rivalutata dopo la nascita della Nuova Darsena; per non parlare del centro cittadino, dove grosso impulso al mercato, soprattutto degli affitti, è arrivato dall’insediamento del polo universitario. Un comparto stimato in crescita del 12 per cento per il 2005. Eppure, anche se in ritardo rispetto alla Repubblica, si fanno già i evidenti i primi segni di frenata: i ritmi di crescita sono inferiori rispetto al passato e in calo sono sia la domanda sia l’offerta di mattone.