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Forfetizzazione su ricavi e non su costi presunti

13 feb 2004
Forfetizzazione su ricavi e non su costi presunti
Per la prima volta, quest’anno, la forfetizzazione dei redditi di commercianti e artigiani è stata agganciata ai ricavi e non, come avveniva in passato, ai costi presunti. Vale a dire che i dati trasmessi dalla Commissione degli accertamenti dei redditi delle persone fisiche alla Segreteria di Stato per le finanze, si basano su redditi certi. 302 le richieste presentate dai commercianti. 259 quelle accettate per un reddito medio di 20mila 652 euro. 480 invece le richieste di forfetizzazione avanzate dagli artigiani. 473 quelle accolte dalla Commissione per un reddito medio di 23mila 413 euro. Lo scorso anno, erano state accettate 284 delle 303 richieste presentate dai commercianti per un reddito che, ricordiamo si basava sui costi presunti, di 19mila 172 euro. Per gli artigiani le domande di forfetizzazione erano state 523, di cui 403 accolte, per un reddito di 22mila 421 euro. Il volume dei ricavi viene commisurato al fatturato di riferimento. I valori per accedere al regime forfetario variano in relazione alla categoria di appartenenza, alla presenza di più titolari e dipendenti e, per quel che riguarda il settore del commercio, alla stagionalità dell’attività. Nell’assegnare il reddito, la Commissione degli accertamenti tiene conto del numero di persone coinvolte nell’azienda, del reddito prodotto negli anni precedenti, della natura dei beni e dei servizio oggetto dell’attività, del valore degli investimenti effettuati per beni strumentali e della proprietà dell’immobile in cui viene svolto il lavoro.