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Istat: 5,6 milioni in povertà assoluta. Triplicati dal 2005

di Monica Fabbri
9 lug 2022

La fotografia della povertà scattata dall'Istat sembra un bollettino di guerra. Covid, costi dell'energia, inflazione, hanno inferto un duro colpo alle famiglie italiane, mettendo in ginocchio chi già non se la passava bene. Dal 2005 al 2021 il numero di chi versa in povertà assoluta è quasi triplicato, passando da 1,9 a 5,6 milioni, mentre le famiglie sono raddoppiate da 800 mila a 1,96 milioni. E' giusto chiarire che quando si parla di povertà assoluta si fa riferimento alla sopravvivenza, all'impossibilità di accedere a beni di prima necessità.

Dal Rapporto annuale emergono dati che impongono una riflessione: la povertà assoluta è tre volte più frequente tra i minori e quasi quattro volte tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. "Nel Nord la sua crescita è stata molto accentuata nel 2020, ma l'anno successivo ci sono stati segnali di miglioramento. Al contrario del mezzogiorno, dove si rilevano i dati peggiori, così come nelle famiglie degli stranieri. L'Istat analizza, poi, gli effetti del reddito di cittadinanza, sottolineando come "le misure di sostegno economico erogate nel 2020, abbiano evitato a un milione di individui (circa 500 mila famiglie) di trovarsi in condizione di povertà assoluta".

Le famiglie, infine, sono sempre di più e sempre più piccole. Sul totale pesa l'aumento dei nuclei costituiti da una sola persona, passati dal 24% di inizio millennio al 33,2%. Allo stesso tempo diminuiscono le famiglie costituite da coppie con figli. Se queste tendenze continuassero con la stessa intensità – scrive Istat - le coppie senza figli potrebbero sorpassare quelle con prole, entro il 2045.





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