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Italia, "Partecipa alla sicurezza": un nuovo progetto per il corpo di polizia

6 ott 2007
Polizia
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La sicurezza costituisce sempre più un bene primario ed è dovere di tutti contribuire a mantenerla. Il nuovo progetto del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno italiano fa leva sul senso civico dei cittadini affinché, con la loro condotta, possano partecipare concretamente alla lotta contro la criminalità. In realtà non serve trasformarsi in moderni “Rambo” per dare il proprio contributo. Rivolgere le proprie informazioni e sospetti al 113, indirizzando l'attività della Polizia di Stato verso potenziali criminali, è il modo migliore per partecipare al rispetto della legalità e alla salvaguardia della città in cui si vive. La prima fase sperimentale del piano “partecipa alla sicurezza” è stata avviata in 34 province italiane ma presto sarà estesa a tutto il territorio nazionale. In queste province il servizio centrale operativo della Polizia di Stato ha costituto speciali squadre composte da investigatori e da forze di intervento rapido immediatamente operative sul territorio. Prevenzione e repressione, dunque, attraverso la presenza di pattuglie e indagini a breve termine.
Sono stati inoltre rinforzati i presidi della Polizia Stradale, Ferroviaria e di Frontiera. Il progetto è partito il primo agosto ed è tuttora in corso. Nel solo mese di agosto ha già ottenuto i suoi frutti: 62 arresti, 5 fermi e 44 denunce. La maggior parte degli arresti - ben 27 - riguardano reati predatori come rapine, scippi e truffe. Seguono quelli per immigrazione e traffico di droga. 86 le persone espulse ed oltre 7000 i controlli eseguiti. La polizia stradale è stata particolarmente attenta alla guida in stato di ebbrezza nei week-end. 204 le denunce. 200 per abuso di alcool, 4 per alterazioni da stupefacenti. E cresce il numero delle donne risultate positive all’etilometro. Il 2% in più. 4000 invece i punti tolti. Da sottolineare anche l’aumento esponenziale delle contravvenzioni per passaggio a semaforo rosso e per il non rispetto dello stop agli incroci. La lotta al crimine prosegue ma con la consapevolezza che il cittadino rappresenta la "prima antenna della sicurezza".