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Rimini: arrestato l'assassino di Alvaro Semprini

19 set 2006
Prica Costel
Prica Costel
Si era rifugiato in Romania, qualche giorno dopo l’omicidio di Alvaro Semprini attraversando il confine in auto con due amici rumeni, anche loro clandestini. Dopo due anni è stato rintracciato. Per Prica Costel è scattato l’arresto provvisorio, in seguito a mandato di cattura internazionale. Ieri, dopo l’estradizione, è giunto a Roma e si trova ora rinchiuso nel carcere di Rebibbia. Dovrà rispondere di omicidio pluriaggravato, per aver agito per futili motivi e per l’efferatezza dell’atto. Quella sera, il 9 giugno del 2004, era andato a casa di Semprini per una prestazione sessuale in cambio di denaro, ma qualche cosa, proprio all’atto del rapporto, aveva scatenato la sua furia. Aveva iniziato a colpire alla testa il riminese con un pesante vaso di cristallo e poi un candelabro in ceramica. Il pasticcere italiano era stato ritrovato completamente nudo, con il cranio fracassato. Una violenza nella quale il rumeno, all’epoca 27 enne, era rimasto ferito ai tendini della mano destra, lasciando dietro di sé una traccia di sangue. Le indagini scattate da parte della squadra mobile di Rimini, coadiuvate dal pm Paola Bonetti, sia attraverso i rilevamenti della scientifica, sia attraverso i tabulati delle telefonate della vittima, avevano permesso di individuare nel giro di un mese l’autore dell’omicidio. Poi è scattato il lavoro diplomatico per ottenere il suo arresto prima, tramite Interpol, e successivamente la sua estradizione. Ricostruite anche le sue mosse subito dopo il fatto, attraverso intercettazioni telefoniche nelle quali parenti e amici si riferivano al delitto, giustificando in qualche modo il comportamento di Costel e fornendo una sorta di confessione indiretta. Il rumeno era rimasto qualche giorno nella sua tenda alloggio a Cesena, poi grazie ai due amici aveva raggiunto la Romania in macchina, dove si era fatto operare alla mano. Per i due rumeni è scattata la denuncia per favoreggiamento. L’assassino, insieme a un gruppo di connazionali, faveva parte di un gruppo di giovani che arrotondava fornendo prestazioni sessuali a pagamento per un giro di omossessuali, gente insospettibile che li reclutava in Piazzale Fellini e alla stazione. "Non era la prima volta – ha detto il dirigente della mobile Sabato Riccio – che Costel si recava nell’ appartamento di Semprini".