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Vacanze in sicurezza: i Paesi sconsigliati dalla Farnesina

4 mag 2007
Spiaggia
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Viaggiare in sicurezza significa anche accertarsi che il luogo scelto per le vacanze non rientri nella lista dei paesi a rischio diffusa dalla Farnesina. Ma il ministero degli Esteri non mette in guardia solo dalle zone in cui sono in corso conflitti o instabili sul fronte sicurezza.
A fianco di quei Paesi che il buon senso suggerirebbe di evitare come l’Iraq, l’Afghanistan, la Cecenia, la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, il Libano, il Congo e la Somalia, compaiono anche destinazioni sponsorizzate da tour operator e pacchetti low cost. Come la Turchia dove la sicurezza è messa a rischio dal pericolo attentati, l’Egitto e le Maldive dove si consiglia di mantenere alta la soglia di attenzione soprattutto nella capitale Malè.
Un altro luogo sconsigliato ma che continua ad essere meta di turisti è lo Yemen, dove è alto il rischio sequestri. Ci sono poi zone dove si è verificata una recrudescenza della criminalità e dove hanno perso la vita nell’ultimo anno turisti italiani, come la Colombia, il Venezuela e Capo Verde.
Anche se quest’ultimo è ritenuto dalla Farnesina ancora un luogo sicuro. Anche in Kenya sono aumentati episodi di criminalità comune, aggressioni e furti. A rischio anche Thailandia e Bali, Giamaica, Repubblica Dominicana, Haiti e Costa Rica. Timor Est e Bolivia.
Ci sono poi luoghi come il Brasile dove i sequestri lampo, il tempo di portare il turista al bancomat per derubarlo, sono molto diffusi. Senza dimenticare il Messico e la Colombia, le Filippine e lo Sri Lanka.
Un lungo elenco dunque, a cui ogni anno si aggiungono nuove voci. Se si vuole viaggiare in sicurezza occorre quindi evitare i paesi con bollino rosso. In tutti gli altri le parola d’ordine sono prudenza e buon senso.