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Violenza contro le donne: a San Marino è legge

19 giu 2008
Manifesto della campagna
Manifesto della campagna
“Una normativa all’avanguardia e qualificante”, così il segretario di Stato alla Giustizia Ivan Foschi ha definito il progetto di legge contro la violenza alle donne, elaborato durante la campagna paneuropea coordinata da Patrizia Busignani e che si è conclusa lo scorso 29 maggio.
Anche il segretario di Stato agli Esteri Fiorenzo Stolfi ha ribadito come la campagna abbia permesso “l’acquisizione di una maggiore consapevolezza, e un più profondo radicamento nelle coscienze collettive dei nostri popoli della convinzione che la lotta alla violenza contro le donne sia e continui ad essere una priorità per tutti”.
La normativa definisce il concetto base: è violenza nei confronti della persona ogni atto che comporta, per chi ne è bersaglio, danni o sofferenze di natura fisica, sessuale o psicologica, compresa la minaccia di mettere in atto tali atti, la coercizione, la privazione arbitraria della libertà, nella vita pubblica e privata.
Alle vittime della violenza familiare e sessuale lo Stato garantisce tutela e soccorso, e in tutti i procedimenti civili, penali o amministrativi, alla vittima della violenza è assicurata anche l’assistenza legale gratuita; e l’Authority per le pari opportunità vigila che non siano usate immagini ed espressioni lesive della dignità e della identità della persona. Inseriti anche nuovi reati nel codice penale, l’articolo 181 bis definisce atti persecutori il mobbing e lo stalking, ossia le molestie ripetute, che arrechino gravi sofferenze morali e danno alla dignità.
Quando molestie e minacce avvengono sul luogo di lavoro, sotto forma di sistematiche angherie e pratiche vessatorie da parte del datore di lavoro, la pena è aumentata di un grado.
Il giudice inquirente può anche disporre l’allontanamento dell’indiziato o dell’imputato dalla casa familiare, con ordine di non farvi rientro, o imporgli di non avvicinarsi a determinati luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa.