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Un “frate dalle calze di seta”: il Convento di San Francesco e l’ospitalità ai rifugiati

23 gen 2017
Padre Cesari
Padre Cesari
Durante la seconda guerra mondiale la Chiesa e il Convento di San Francesco della Repubblica di San Marino hanno svolto un ruolo importante nell’accogliere e nascondere coloro che erano perseguitati.

Dopo l’Italia (1938 – il “Manifesto della razza”), anche la Repubblica di San Marino il 17 settembre 1942 emanò delle leggi finalizzate ad impedire il matrimonio fra ‘razze’ diverse e affermò in diversi documenti l’assenza di ebrei nel proprio territorio. Si trattò, però, di una “meravigliosa bugia”, perché, tra i numerosi rifugiati che trovarono scampo in Repubblica in quel periodo, vi furono molti Ebrei.

Tra i rifugiati ospitati nel Convento di San Francesco spiccava un misterioso “frate dalle calze di seta” di nome Giuseppe Cialenti, identità sotto cui si celava un noto imprenditore ebreo: Camillo Castiglioni.

Il 26 gennaio 2017, alle ore 18.00, nel Museo San Francesco (Via Basilicius – San Marino) il Direttore degli Istituti Culturali Paolo Rondelli con Davide Bagnaresi, Giuseppe Marzi e Antonio Morri - autori del libro “La meravigliosa bugia” (Giuntina, Firenze, 2016), che hanno consultato documenti dell’archivio francescano – ripercorreranno questo importante capitolo della storia di San Marino.

L’incontro, organizzato nell’ambito delle iniziative volte a commemorare la Shoah, è a ingresso gratuito.