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Giunte di Castello: le riflessioni di Filippo Mariotti e Filippo Macina

28 dic 2019
Giunte di Castello: le riflessioni di Filippo Mariotti e Filippo Macina

A San Marino c’è una squadra di 84 persone - capaci e volenterose, nonché votate in libere elezioni – che non viene adeguatamente presa in considerazione. È quella formata dalle Giunte di Castello. Un numero considerevole di cittadini, dunque, rilegati al ruolo di subalterni, come eterni “panchinari”. Una situazione che la Repubblica non può più permettersi, soprattutto se si pensa che il Consiglio Grande e Generale, organo legislativo, si trova troppo spesso impantanato su questioni spicciole come la collocazione di un dosso stradale e il forte rumore delle campane di una Chiesa. Sono esempi, purtroppo, reali.
Una riflessione che, a scanso equivoci, viene resa nota dopo aver già formalizzato le nostre dimissioni da membri di Giunta nel Castello di Chiesanuova, in entrambi i casi per motivi personali. Considerazioni, quindi, scevre da ogni scopo personalistico e maturate, rispettivamente, dopo 10 e 5 anni di esperienza sul campo.
Nelle Giunte c’è vita, voglia di fare, competenza, capacità di analisi, progettualità, idee. Un entusiasmo costantemente mortificato dalla politica “centrale”, incapace di cogliere spunti e sollecitazioni. Quindi che scopo hanno queste Amministrazioni? Se ideate con il solo fine di creare manifestazioni ed eventi, un “comitato festa” sarebbe più che sufficiente. Le elezioni, di conseguenza, inutili e dispendiose.
Eppure le Giunte potrebbero benissimo sgravare il CGG da incombenze prettamente territoriali, facendo risparmiare all’Aula tempo e affanni. In più a costo decisamente ridotto e con assoluta cognizione di causa, in quanto a conoscenza di ogni dinamica interna al Castello. Ma non è così. Segreterie di Stato, Uffici pubblici, Aziende Autonome sono particolarmente restie a fornire risposte e ancor meno soluzioni. Occorrono tempi biblici per chiudere una buca pericolosa, inserire un cartello stradale, anche solo rispondere ad una banale mail. Poi, come per una legge del contrappasso, alcuni lavori pubblici partono senza che nessuno li abbia richiesti. E non se ne capiscono i motivi.
Non è nostra intenzione spaventare i futuri candidati. Le Giunte sono un’officina preziosissima sia per il ruolo che ricoprono – il famoso trait d’union fra popolazione e Istituzioni -, sia come possibile trampolino per progetti personali più ambiziosi. Perché la Giunta ti forma. Si entra realmente a contatto con le esigenze di cittadini, commercianti e imprese. Si viene a conoscenza delle dinamiche che sottendono le decisioni della Commissione Politiche Territoriale, delle Aziende Autonome, dell’Ufficio Progettazione e di altri Enti della macchina statale. Una vera e propria scuola di formazione.
È poi possibile – ed è forse la cosa più importante – sognare. La creazione della prima, e ancora unica, Piazza completamente pedonale – idea progettata dalla Giunta capitanata da Anna Maria Muccioli e fortemente voluta dalla successiva, con Franco Santi Capitano -, è stata un’opera che ha rivoluzionato non solo l’aspetto del centro cittadino di Chiesanuova ma anche le abitudini degli abitanti. Soprattutto quelle dei bambini che ora possono godersela in totale sicurezza. Un’opera che – è giusto sottolinearlo – ha creato non pochi malumori. Abbiamo ancora impresse nella mente serate pubbliche non propriamente distese. La ferma volontà della Giunta e di numerosi residenti ha però avuto la meglio. E abbiamo fatto bene. Impossibile non menzionare il progetto-pilota della raccolta differenziata “porta a porta”, anche questo voluto dalla Giunta che si è resa disponibile alla sperimentazione.
Lasciamo, come detto, per motivi personali. Oltre a questo fa però capolino – sarebbe ipocrita negarlo – un forte senso di frustrazione. Sono centinaia, in questi anni, i protocolli inviati a Segreterie e Uffici vari. Lettere che, indicando un problema, una richiesta e spesso anche il modo in cui risolverli, presupponevano risposte che non sono mai arrivate. Forse un paio, ma solo perché sollecitate telefonicamente. E a questo gioco noi non ci stiamo più. Ci arrendiamo. Alziamo le mani e facciamo i complimenti a chi, più coriaceo di noi, ancora resiste. Avrete, e avremo, la più bella vittoria quando le Giunte verranno cancellate e ci si accorgerà che “alla fine della fiera” servivano per davvero.

Comunicato stampa
Filippo Mariotti e Filippo Macina