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Renato Celli (GNC), in risposta a Rete, chiarisce la situazione riguardante le sue attività presso il Centro Commerciale Azzurro

18 ott 2016
Centro Commerciale Azzurro
Centro Commerciale Azzurro
Con il presente comunicato stampa si intende fare luce e mettere fine alle ripetute e gravi illazioni che provengono dagli esponenti di Movimento Rete in ordine alle attività site all’interno del Centro Commerciale Azzurro di Serravalle che facevano capo al titolare di Gruppo GNC, Renato Celli.
E’ doveroso premettere che Celli, a partire dai primi mesi di quest'anno, ha in più occasioni proposto alle autorità sammarinesi competenti un serio piano di ripresa delle attività all’interno del centro commerciale, come risulta dal business plan che si allega. Il progetto industriale prevedeva l'ingresso nel centro di numerosi prestigiosi brand che avrebbero senz’altro contribuito a rilanciarlo e a dargli nuovo impulso. Gli incontri con le istituzioni sono stati sei in totale per la precisione; sempre presenti, il Segretario di Stato per il Lavoro Iro Beluzzi, il Segretario di Stato per le Finanze Gian Carlo Capicchioni e, in particolare, il Segretario di Stato per l’Industria Marco Arzilli, quest’ultimo molto ben informato sulle volontà di Celli, decisamente opposte allo scenario così come disegnato oggi. Ragioni interne al centro commerciale, e non imputabili a Celli, non hanno permesso di portare avanti il progetto, che avrebbe necessitato di finanziamenti e affidamenti bancari, invece negati, costringendo di fatto la cessazione delle attività.
'Spiace enormemente e rattrista che chi, come me, ha seriamente investito nel Paese, acquistando beni immobili e occupando personale, venga criminalizzato e vilipeso’, dichiara Renato Celli. 'Il Segretario Arzilli, non avvallando il progetto presentato, ha contribuito alla chiusura delle mie attività e alla conseguente messa in mobilità di 40 persone piuttosto che agevolarne l’impiego di 198, se avesse creduto nel nostro piano. Avevamo accordi con Zara e altri marchi di livello internazionale che avrebbero ridato vita al centro, oggi ci sono i cinesi. Il primo a rimetterci finanziariamente e imprenditorialmente sono stato proprio io’, prosegue Celli ‘Banca Centrale ha pignorato tutti i beni intestati alla mia società, il cui realizzo consentirà di affermare se davvero rimarrò debitore nei confronti dello Stato della Repubblica di San Marino. Lascio questa terra amareggiato e deluso, auguro buona fortuna a chi verrà a investirvi.'