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Chiesta la revoca dell'arresto per Guidi

25 gen 2019
Il tribunale sammarineseChiesta la revoca dell'arresto per Guidi
Chiesta la revoca dell'arresto per Guidi - Formalizzato il reclamo al Giudice per le Appellazioni Penali...
La difesa dell'ex direttore di Banca Daniele Guidi ha formalizzato in giornata la richiesta di revoca della misura cautelare. Su alcuni siti web divulgata, intanto, l'ordinanza attribuita al Commissario della Legge Simon Luca Morsiani.

Non si è ancora tenuto l'interrogatorio di garanzia dell'ex direttore del Cis Daniele Guidi e il suo collegio difensivo ha comunque formalizzato il reclamo al Giudice per le Appellazioni Penali con la richiesta di revoca della misura cautelare, alla scadenza del termine di 10 giorni previsto per legge. E' intanto diventata di dominio pubblico l'ordinanza attribuita al Commissario della Legge Morsiani, frutto delle indagini che hanno portato al provvedimento cautelare nei confronti di Guidi. Diversi siti web hanno deciso di pubblicarla integralmente. 16 delle 91 pagine, sono coperte da omissis. Manca, in particolare, l'eventuale elenco degli indagati. Ad ogni modo il nome che più di frequente compare nelle carte pubblicate è quello dell'ex direttore di Banca Centrale Roberto Moretti. L'inquirente concentra l'attenzione sulle operazioni di concessione di liquidità a Banca Cis, analizzando, in particolare, le condotte, tenute all'epoca, dalla direzione di Bcsm, dal coordinamento di vigilanza e da altri organismi di vigilanza di Banca Centrale. Vengono evidenziate presunte omissioni e presunte indebite interferenze anche nell'operazione – mai finalizzata e perfezionata – della cessione della proprietà di Banca Cis ad Ali Turki. Nelle carte diventate di dominio pubblico i riferimenti all'ingegner Marino Grandoni sono molto più marginali rispetto ai “rumors” dei giorni scorsi che ne avevano anticipato la divulgazione.
Intanto il consigliere indipendente di Rete Marco Nicolini, che lavora in Banca Cis da 20 anni, prende posizione pubblicamente elogiando la condotta tenuta da Banca Centrale che, dice, “sembra davvero essere sulla strada giusta per rompere il filo con un passato di inettitudine, vassallaggio e inutilità”. Nicolini ritiene che Banca CIS può uscirne più forte di prima “se saprà far leva sui propri dipendenti, vera forza dell’Istituto, in un periodo burrascoso che, una volta calmatosi il fortunale, sarà propedeutico al cambio di proprietà ormai imprescindibile”.

l.s.