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Radio Radicale a rischio chiusura, in Senato Lega e M5S si impegnano a trovare "soluzioni alternative"

Nessun rinnovo della convenzione, ma tre anni di tempo per digitalizzare l'archivio. Marcucci (Pd): "Governo che ama le fake news e odia la libertà di stampa"

di Francesca Biliotti
6 giu 2019
Intervista a Carlo Verna, presidente Ordine dei giornalisti italiani
Intervista a Carlo Verna, presidente Ordine dei giornalisti italiani

Il Senato approva una mozione targata Lega e M5S su Radio Radicale, che rischia la chiusura dopo la fine della convenzione. Il governo si impegna a trovare soluzioni alternative. “Senza legge nessun rinnovo”, ha tagliato corto il sottosegretario Vito Crimi, che a nome del governo ha respinto le tante mozioni presentate dall'opposizione per salvare Radio Radicale, che dopo 30 anni di servizio pubblico rischia di chiudere i battenti per il mancato rinnovo della convenzione. Con la mozione approvata, invece, il governo si da' 3 anni di tempo per digitalizzare l'archivio storico della radio, ma anche per presentare una legge con “soluzioni alternative”. “Questo è un governo che odia la libertà di informazione perché è abituato a raccogliere il consenso con le fake news”, ha scritto su Twitter il capogruppo del Pd Marcucci, che in aula aveva definito Radio Radicale “un monumento della democrazia italiana, e che 30 anni fa nacque per spiegare al servizio pubblico come si fa servizio pubblico”. Anche l'Autorità garante per le comunicazioni, ha ricordato il senatore Cangini di Forza Italia, si è schierata in favore della radio, così come l'Ordine dei giornalisti, che ha anche un collega, Maurizio Bolognetti, che per questo sta facendo lo sciopero della fame da oltre tre mesi


Nel servizio l'intervista a Carlo Verna, presidente Ordine dei giornalisti italiani