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Beirut: tutte le ipotesi sulle cause del disastro. Intanto monta la rabbia dei cittadini

Cresce il bilancio delle vittime delle deflagrazioni. Al momento si contano 154 morti e 60 dispersi. Circa 5.000 i feriti

8 ago 2020
foto @ansaBeirut: tutte le ipotesi sulle cause del disastro. Intanto monta la rabbia dei cittadini
Beirut: tutte le ipotesi sulle cause del disastro. Intanto monta la rabbia dei cittadini

Alcuni manifestanti, prima della protesta antigovernativa nella centrale piazza dei Martiri, avevano allestito oggi una serie di finti patiboli. E poi scontri con l'esercito, che aveva bloccato un corteo che si dirigeva verso il Parlamento. E' questo, ormai, il clima che si respira sulle strade di Beirut. Una rabbia popolare crescente; che non si è certo placata con i 16 arresti di cui si è avuto notizia, fra cui quello del direttore del porto, dove sarebbero saltate in aria 2.750 tonnellate di nitrato d'ammonio, “dimenticate” in un magazzino per anni. Al momento non si scarta nessuna ipotesi.

La prima versione - quella dell'esplosione accidentale, dovuta a negligenze -, se fosse confermata avrebbe conseguenze catastrofiche, per l'attuale classe politica libanese; che probabilmente ha fatto buon viso a cattivo gioco in occasione della recente visita lampo di Macron. Il Presidente francese aveva auspicato riforme profonde e sollecitato un'inchiesta internazionale. Non di questo avviso il Capo di Stato Libanese, Aoun, che pur avendo chiesto allo stesso Macron le immagini satellitari dell'accaduto, ritiene invece opportuna un'indagine interna, e non esclude la pista di “un missile o una bomba”.

C'è chi punta allora il dito contro Israele, ricordando come 2 anni fa, intervenendo all'ONU, Netanyahu avesse denunciato la presenza di un deposito di missili di Hezbollah proprio nella zona del porto: infrastruttura strategica, poiché considerata, da molti, lo sbocco sul Mediterraneo della cosiddetta “mezzaluna sciita”. Dallo Stato Ebraico sono giunte nette smentite su ogni ipotesi di coinvolgimento; del resto lo stesso capo del “Partito di Dio”, nell'atteso discorso televisivo di ieri, aveva negato che le sue milizie avessero un deposito di armi in quell'area. Nasrallah ha poi fatto un appello affinché sia l'esercito libanese, a condurre l'inchiesta. Ma c'è anche chi chiama in causa proprio Hezbollah, che avrebbe cercato in questo modo di creare un diversivo in vista della sentenza sull'assassinio dell'ex Premier Hariri; vi è poi l'ipotesi che quello stock di nitrato d'ammonio fosse in realtà destinato a gruppi radicali sunniti che combattono in Siria. Nel frattempo cresce il bilancio delle vittime. Al momento si contano 154 morti e 60 dispersi. Circa 5.000 i feriti, 120 dei quali in gravi condizioni.