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Israele-Hamas: un mese di conflitto. Netanyahu ribadisce: "Non a tregua senza liberazione ostaggi"

7 nov 2023

Un mese di guerra, paura, migliaia di vittime. Eppure all'orizzonte non si vede la fine e nemmeno una tregua. Il premier Netanyahu ribadisce che Israele prende in considerazione solo “piccole pause tattiche” per facilitare l'ingresso degli aiuti o l'uscita degli ostaggi, ma respinge ancora una volta la richiesta di cessate il fuoco.

I palestinesi morti in questo mese sono oltre 10mila, secondo Hamas. Cifra irrealistica per Netanyahu: Quel numero – dice – include parecchi terroristi. "Tel Aviv – annuncia poi – avrà la responsabilità della sicurezza della Striscia per un periodo indefinito dopo la guerra”. A un mese esatto dall'attacco omicida di Hamas lo Stato ebraico osserva un minuto di silenzio: il pensiero va ai 240 ostaggi e alle circa 1300 vittime israeliane dall'inizio della guerra.

Gli scontri intanto proseguono senza sosta: l'accerchiamento di Gaza City divide di fatto la Striscia in due: da entrambe le parti piovono bombe. Il ministero della Sanità di Hamas riferisce di almeno 14 persone uccise durante la notte in una serie di raid su Rafah. Tsahal afferma che il nuovo attacco vicino all'ospedale di Gaza City ha colpito solo terroristi nascosti in un palazzo vicino alla struttura. Mentre arriva l'allarme dell'Oms: oltre 160 operatori sanitari sono morti in servizio a Gaza dal 7 ottobre. La situazione dei civili rimane drammatica nell'exclave: l'Ue invia altri due aerei di aiuti umanitari e valuta la possibilità di un corridoio marittimo verso la Striscia.





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