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Consulta sammarinesi all'estero

3 ott 2003
Consulta sammarinesi all'estero
La Consulta chiama a raccolta i rappresentanti di tutte le forze politiche e dei movimenti di opinione sulla legge elettorale e presenta le proprie proposte. I Presidenti delle 24 comunità chiedono l’effettiva parità dei sessi per quanto concerne le modalità di acquisto della cittadinanza, il superamento dell’articolo 7 della legge elettorale prevedendo modalità che salvaguardino i diritti dei giovani sammarinesi che hanno raggiunto la maggiore età dopo la sua entrata in vigore. Sempre dalla Consulta arriva la richiesta di modificare l’attuale disciplina sul referendum, per garantire che questo istituto di partecipazione democratica sia utilizzato conformemente alla sua funzione: qui la proposta è di portare dall’attuale 1,5 al 5% del corpo elettorale le sottoscrizioni necessarie alla presentazione di un quesito referendario. A questo riguardo si chiede anche di consentire ai sammarinesi residenti all’estero l’esercizio del proprio diritto di voto secondo modalità’ alternative, ad esempio il voto telematico o per corrispondenza, assicurando le garanzie necessarie all’autenticità e alla segretezza del voto. Ma la Consulta torna anche a ribadire che la soluzione preferibile è quella di porre a carico dello Stato l’organizzazione dei viaggi degli elettori residenti all’estero, pur valutando forme alternative e prendendo in esame l’ipotesi di una istituzione di rappresentanza diretta per l’elettorato estero in seno al Consiglio Grande e Generale. Dai Popolari, dai Sammarinesi per la Libertà, dal Cocis, dal Movimento Biancoazzurro, dalla Democrazia Cristiana, dal Partito Socialista, da Alleanza Popolare, da Rifondazione Comunista e dal Partito dei Democratici sono arrivate valutazioni unanimi sulla necessità di una effettiva parità tra uomo e donna, ma anche sul mantenimento dell’attuale quorum referendario. Si all’abolizione dell’articolo 7 da Antonio Putti dei Popolari che ha anche aggiunto di non ritenere buttati via i soldi spesi per i viaggi degli elettori residenti all’estero perchè investiti in democrazia. Per Fabrizio Stacchini del Cocis, il voto deve essere più consapevole e vanno disarmati i politici che si trasformano in tour operator del consenso elettorale. Per Giuseppe Rossi dei Sammarinesi per la Libertà, sul voto estero si può trovare un punto di incontro. Il voto, ha sottolineato Alberto Selva del Movimento Biancoazzurro, deve essere libero e senza costrizioni. La soluzione ideale è il voto telematico. Per il capogruppo della DC Claudio Podeschi va riformata la legge elettorale prevedendo una norma sugli apparentamenti e il divieto di rompere le alleanze. L’articolo 7, ha ricordato, è frutto di una mediazione fra tutte le forze politiche. Se si trova una nuova formula per consentire la massima espressione di voto ha ragione di decadere. E’ facile, ha aggiunto Podeschi, dire si ai viaggi elettorali, ma non possiamo dimenticare che c’è stato un referendum che ha stabilito esattamente il contrario. Valutazione simile quella del capogruppo socialista Antonello Bacciocchi. L’articolo 7 ha creato delle disparità ma allora era la miglior soluzione possibile. Il voto si può esercitare in territorio ma si può valutare la scelta dei consolati se non altro per il referendum. Di tutt’altro tono l’intervento di Tito Masi che ha ribadito la posizione di Alleanza Popolare. L’esercizio del diritto di voto va riconosciuto ai sammarinesi residenti in Repubblica e a coloro che hanno conservato la sola cittadinanza sammarinese. Siamo assolutamente contrari, ha sottolineato Masi, al pagamento dei viaggi elettorali e una proposta che rischia di creare un fossato tra chi vive in Repubblica e chi si trova all’estero. Le nostre proposte, ha aggiunto, non verrà accolte dalle altre forze politiche. Cercheremo una soluzione di compromesso e per fare questo servono anche proposte da parte della Consulta che continuiamo a non vedere. L’intervento di Masi ha scaldato il dibattito e gli animi. La Presidente della comunità di Detroit Gloriana Casadei si è detta dispiaciuta dal fatto che alleanza popolare e le sue posizioni sul voto estero, siano oggi rappresentate ai vertici istituzionali dello Stato. Una valutazione che e’ stata rigettata non solo dallo stesso Masi ma da tutti i Presidenti delle altre comunità. I clientelismi, secondo Ivan Foschi di Rifondazione Comunista, vanno combattuti anche internamente, riducendo il potere del Congresso di Stato nel periodo di ordinaria amministrazione. Valutazione scettica sul voto telematico così come sull’eliminazione dell’articolo 7. Casomai, ha precisato, va rivisitata e ridiscussa tutta la legge elettorale. Dal Segretario dei Democratici Giuseppe Morganti l’invito a eliminare le diversità per confrontarsi sui problemi veri. Quello elettorale, ha detto, è minimale. Stiamo vivendo una fase di transizione epocale. Mettiamoci insieme per dare al nostro paese un nuovo futuro.