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Nuove misure anticovid in Italia e San Marino: ecco le differenze

di Monica Fabbri
13 ott 2020

Il nuovo Decreto targato San Marino anticipa di qualche ora il DPCM italiano e sebbene alcune misure ricalchino quelle d'oltreconfine, in linea di massima l'approccio del Titano è più soft. Anche in Repubblica diventa obbligatorio l'utilizzo di dispositivi di protezione sia al chiuso che all'aperto, ove non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro. Esentati bambini sotto i sei anni e soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Sotto la lente, poi, i locali. In Italia ristoranti e bar devono chiudere alle 24, a San Marino non c'è limite di orario ma i titolari sono obbligati a curare l'igiene degli spazi e garantire l'utilizzo corretto dei dispositivi di protezione. Nel DPCM c'è poi il divieto di consumare in piedi dalle 21 mentre sul Titano vale sempre. In pratica ogni locale aperto al pubblico potrà servire unicamente i clienti che, nel rispetto del corretto distanziamento, trovano posto a sedere. Niente più caffè quindi al banco, né buffet.

L'aspetto che però differenzia maggiormente le due realtà riguarda eventi, manifestazioni e feste. Che siano al chiuso o all'aperto in Italia sono vietate e, a casa, non si potranno invitare più di sei persone non conviventi. In Repubblica, invece, potranno essere organizzate, previa autorizzazione della Gendarmeria, sentiti Dipartimento di Prevenzione e Protezione Civile. Il preavviso è di dieci giorni. Il via libera verrà concesso a fronte di controlli e verifiche del rispetto delle prescrizioni e con l'indicazione, da parte degli organizzatori, di un responsabile sicurezza - ogni cinquanta avventori - facente capo ad agenzie di vigilanza autorizzate. Il personale in servizio nei locali aperti al pubblico ha anche il dovere di chiedere il rispetto delle disposizioni a chi dovesse assembrarsi nei paraggi dell’attività o a coloro che non rispettino le prescrizioni all'interno, avvertendo, nel caso, le forze di polizia che da oggi possono avvalersi anche dei corpi militari volontari. Per eventi in corso di organizzazione in cui non sia possibile rispettare il preavviso, va effettuata immediatamente la richiesta alla Gendarmeria che, sentiti Dipartimento di Prevenzione e Protezione Civile, dovrà rispondere entro la data di celebrazione. Aumenta anche la sanzione minima per il mancato rispetto delle normative: da 500 a 1000 euro, mentre la massima rimane di 2000 euro. Diversamente dall'Italia, nessun divieto per gite scolastiche, calcetto e altri sport di contatto a livello amatoriale.