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PSN: la Conferenza Programmatica

1 mar 2004
PSN: la Conferenza Programmatica
Prima conferenza politico programmatica per il Partito Socialista Nuova San Marino che al ritrovo dei lavoratori di Fiorentino riunisce per l’intera giornata di sabato aderenti e simpatizzanti chiamati a eleggere i propri organismi. E’ la nostra risposta a chi ci accusa di essere solo urlatori senza idee. Così gli aderenti al Partito Socialista Nuova San Marino illustrano la loro prima uscita pubblica, e a prendere la parola, subito dopo il decano degli aderenti Giuseppe Gualtieri, è il fondatore del nuovo movimento, Augusto Casali, che ha ripercorso le tappe dalla nascita della corrente interna al PSS e al conseguente distacco dal partito avvenuto perché, ha detto, ci siamo chiamati fuori da una classe dirigente che non sa guardare oltre le poltrone. Su questi compagni, ha affermato, ricadrà la responsabilità di aver difeso chi rappresenta l’antisocialismo.
Casali ha criticato anche i primi passi del governo straordinario, e l’intolleranza della maggioranza ad ogni forma di protesta. Per questo, ha spiegato, partiti di opposizione ideologicamente lontani tra loro si sono dovuti avvicinare, in nome della democrazia. Ma in questo modo, ha sottolineato, si è instaurato un buon rapporto soprattutto con Alleanza Popolare e Sammarinesi per la Libertà, che potrebbe continuare anche in futuro. Tre gli elaborati dal Psn, riforme istituzionali, riforma della legge elettorale, progetto economico e politica estera. Queste le proposte cardine: sovranità popolare, netta separazione tra i poteri, ruolo effettivamente super partes della Reggenza, limitazione dei poteri del congresso di stato, autonomia della magistratura. Sulla legge elettorale un chiaro no agli sbarramenti, no ai premi di maggioranza, mentre servono regole più trasparenti sui meccanismi di voto, e il ricorso agli elettori in caso di caduta della maggioranza. Voto estero infine, solo per i residenti da almeno 12 mesi. San Marino, ha detto Casali, deve decidere cosa fare in campo economico, turistico e commerciale, soprattutto la sua esatta collocazione in Europa e tracciare una netta linea di demarcazione tra politica e affari e per questo ha lanciato un appello alle forze più sane del Paese. Accorato l’intervento di Michele Ceccoli, che ha lasciato il PSS dopo 50 anni “Non siamo stati noi ad essercene andati – ha detto – ma l’attuale classe dirigente che ha tradito la storia centenaria di questo partito che noi difenderemo con tutte le nostre forze”.