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Renzi "atterrito" dalle minacce della politica a Caprioli e Guzzetta

Il Segretario ad Esteri ripercorre le tappe del suo Governo e torna sulla mancata presa d'atto dei due giudici d'appello

di Monica Fabbri
11 nov 2019

Nel riassumere tre anni di attività della sua Segreteria, Nicola Renzi si presenta affiancato dallo staff di Esteri e Giustizia. “Sono stati tre anni complessi – spiega – e il loro lavoro fondamentale”. Parte dal corpo diplomatico e consolare, “motore di sviluppo e asset strategico”. 15 i nuovi consolati aperti nel mondo a costo zero, grazie alla disponibilità di chi ha offerto supporto logistico. Con orgoglio Renzi parla di maggiori servizi a fronte di un risparmio del 10%. Ma è soprattutto sui rapporti con l'Unione Europea e l'Italia che focalizza l'attenzione, “Non è stato – chiarisce - un lavoro vano”, ricordando un percorso che rappresenta “un punto di svolta”. Renzi mette in chiaro che i rapporti con l'Italia sono al centro della politica estera e complementari all'associazione alla Ue. Ogni intesa con i nostri vicini deve infatti rientrare nel quadro delle regole con Bruxelles. La caduta del Governo ha interrotto sia l'accordo per il riconoscimento dei documenti con l'Italia sia la firma del memorandum che sancisce i rapporti fra il rinnovo della convenzione del '39 e l'accordo di associazione. Soprattutto – fa notare con amarezza Renzi – ha fermato lo stesso accordo con l'Unione. “Se penso che ci sarebbero state delle sessioni da ottobre a febbraio credo di poter dire che nei primi sei mesi del prossimo anno l'accordo si sarebbe potuto firmare”.

Poi, un accenno al tema più caldo, la giustizia. Renzi torna sulla mancata presa d'atto dei due giudici d'appello, necessità – dice - confermata dalle relazioni sullo Stato della giustizia degli ultimi anni e su cui il Consiglio si era già espresso il 15 marzo votando l'avvio della procedura. Massimo rispetto per la Reggenza – ribadisce – ma chiede che lo stesso rispetto valga anche per le altre istituzioni del paese. Si dice atterrito dalle minacce della politica al giudice Caprioli e al dirigente del Tribunale Guzzetta. "Fa paura sentire dire che si prenderanno iniziative contro qualcuno una volta al Governo". E sul comma non inserito “non ho ancora capito – dice - i motivi che hanno impedito di rispettare sia il Decreto di scioglimento del Consiglio che il regolamento consiliare secondo cui i commi inevasi vanno iscritti nella seduta successiva. È interesse di tutti i cittadini che il Conto Mazzini si celebri, che la nostra giustizia funzioni e che tutte le cause pendenti in appello si possano svolgere nei tempi più rapidi. Perché – chiede - non lo si vuole fare?”