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I DISORDINATI

10 MOTIVI PER CUI SONO PIÙ FELICI

di Stefano Coveri
21 ago 2019
I DISORDINATI

Quante volte ci siamo arrabbiati perché, trovando la stanza messa a posto, non riuscivamo più a trovare le cose? O ci siamo arrabbiati nel vedere la stanza dei nostri figli sottosopra? C'è una ricerca che spiega e mi ha convinto che dice come se il disordine  in realtà sia solo un ordine: mascherato, soggettivo, ma comunque efficace.

Interessante deduzione, che vorrei spiegare meglio. Il disordine:

è l'habitat naturale delle idee. Le buone idee sono ordinate, consequenziali, strutturate. Ma crescono nel caos di relazioni, contatti e contaminazioni.

Aiuta a trovare le risposte. I ricercatori hanno dimostrato che, di fronte a una situazione di disordine, il cervello tende a semplificare, eliminando gli elementi inutili. È come se, per contrasto, il disordine inducesse il bisogno di ordine.

Prepara al cambiamento. Ordine e disordine sono due polarità che parlano anche di due esigenze opposte dell'animo umano: quella di restare e consolidare, da una parte; e quella di andare via, di cambiare, dall'altra. Il disordine è amico per cambiamento.

È una cura contro i pregiudizi. Il disordine è un buon antidoto contro tutte quelle categorie date, e ordinate, con cui giudichiamo gli altri: etnia, sesso, religione, professione, convinzioni politiche.

Allena il pensiero laterale. Guardare le cose da un altro punto di vista è impossibile finché si scrive su un quaderno a righe. La capacità di stravolgere il setting per trovare soluzioni inattese richiede una mente disordinata (cioè, di nuovo, priva di pregiudizi).

Mantiene giovane il cervello. I disordinati sono degli improvvisatori. Abituati ad aspettarsi che le cose non siano dove dovrebbero essere, sono più in grado di reagire a situazioni impreviste.

È la forza di ricominciare. Qualche volta abbiamo bisogno di una scossa per uscire dalla comfort zone. Può succedere che ci pensi il disordine, portando la fine di una relazione, un trasloco, un lutto in famiglia... Tutto concorre affinché abbandoniamo l'ordine vecchio per ricostruirne uno nuovo.

Cancella gli errori. O meglio, li fa apparire sotto una luce diversa. Non già come sbagli, ma come scelte che hanno aperto nuove strade: le cose non sono andate come ci aspettavamo, ma siamo proprio sicuri che ciò non sia positivo?

Aiuta ad apprezzare l'ordine. Fare ordine è un atto potente, quasi un rituale: aiuta a riorganizzare i pensieri, stabilire le priorità, mettere a fuoco i propri desideri. Chi sceglie di farlo tutti i giorni lo depotenzia. Meglio lasciarsi guidare da un bisogno reale.

Fa felici. Essere disordinati significa, tra le altre cose, ribadire la propria unicità, il proprio spirito creativo, la propria personalissima arte di vivere. C'è da andarne fieri, altroché.

Certo, fondamentale è l'equilibrio: se è vero che "bisogna avere il caos dentro di sé per partorire una stella che balla", è innegabile che un po' di ordine può far riposare il nostro cervello e riorganizzare le priorità.

Vi ho convinti? Dai che un pò di "disordine" ci fa sentire dei ribelli, dite la verità.

Pace e Buona Vita...alla prossima