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Le piante riconoscono i parenti, sanno contare, prendono decisioni

Secondo i ricercatori dell'Università di Padova sono in grado di adempiere funzioni cognitive pur non essendo dotati di organo cerebrale

di Mirco Zani
10 set 2020
Le piante riconoscono i parenti, sanno contare, prendono decisioni

"Sono sempre più numerose le prove a sostegno delle teorie che vedono le piante in grado di rispondere in maniera complessa agli stimoli, comunicando, ricordando, decidendo e persino contando". A molti le piante piacciono per decorare il balcone di casa o come oggetto da arredo interno, per dare un tocco elegante ad un soggiorno o ad una sala d'aspetto di uno studio professionale. Alcuni ci dialogano riferendo che a volte si percepisce un cenno di risposta o di comprensione alle parole a loro indirizzate. Il team di studiosi dell'Università di Padova ha osservato, tra le altre specie, la Dionea, o "Venere acchiappamosche", che sembra in grado di contare il numero di passi compiuti dalla preda. La pianta intrappola la preda solo quando l’insetto la innesca due volte entro un tempo massimo di 20 secondi, il che suggerisce che le piante possono ricordare il primo segnale per un breve periodo".

Questo sta ad indicare che le piante potrebbero aver bisogno di contare i passi delle prede per risparmiare energia e ottimizzare così le proprie risorse. Ma c’è di più.  Le piante, è risaputo, non sono dotate di un organo cerebrale, ovvero non hanno il cervello eppure sarebbero in grado di riconoscere i parenti, sanno contare e saprebbero anche prendere decisioni. Questo vuol dire che sarebbero in grado di sviluppare alcune funzioni cognitive. Gli scienziati hanno notato che quando le piante soffrono di mancanza d’acqua hanno la capacità di condividere queste informazioni con i loro vicini inviando segnali attraverso le radici". Gli esperti aggiungono che in questo modo la pianta inizia a conservare l’acqua. Ora, "la domanda che dobbiamo porci secondo gli scienziati, non è se le piante siano o meno organismi cognitivi, ma come utilizzino le loro "capacità cognitive".