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Santarcangelo - Monza 3-2

21 apr 2013
Santarcangelo - Monza 3-2Santarcangelo - Monza 3-2
Santarcangelo - Monza 3-2 - Formalmente manca un punto e la bottiglia resta in frigo, ma il Santarcangelo è salvo.
Formalmente manca un punto e la bottiglia resta in frigo, ma il Santarcangelo è salvo. Lo fa nella domenica più bella, contro l'avversario più forte, con ben due eurogol e una maturità di gruppo di quelle che fanno felici gli allenatori. Il Monza al netto delle penalizzazioni sarebbe capolista e si vede, prende il comando delle operazioni ma se da una parte Gasbarroni ha fatto tutte le categorie, dall'altra Piccoli ha fatto poco meno e avrebbe potuto fare tanto di più. Il tacco delizioso con il quale attrezza Paolino Rossi viene stroncato in area e lo manda dal dischetto. Solita rincorsa serena e portiere dalla parte di là. Lo svantaggio inatteso costa al Monza un quarto d'ora di sbandamento prima di rientrare in pieno possesso della partita. A filo d'intervallo Nardi esce così così, Polenghi svernicia il palo.
Il secondo tempo di prevedibili grandi sofferenze continua secondo pronostico. Benedetti rischia il suicidio, poi è Nardi a farsi trovare piazzato sul piazzato di Gasbarroni. Al minuto 12 tutto lo stadio di alza in piedi per il capolavoro di Ivan Piccoli. Spalla alla porta, il sinistro del fantasista è un sogno erotico per la tribuna. Vedere in rispettoso silenzio è il minimo.
Il risultato è invece il massimo, ma dura poco: l'accelerata di Gasbarroni trova la spaccata di Valagussa e il 2-1 che sa di rimonta. A denti stretti per dieci minuti (bene Nardi su Gasbarroni) e quando deve andar bene va anche bene, Finotto non pareggia e sarebbe bastato poco. Come a Graziani. Contropiede a spaccare la difesa e controbalzo da playstation. E adesso quale è il gol più bello? Graziani è scatenato, Castelli salva tutto in uscita e alla panchina del Monza saltano i nervi. Il figlio d'arte Pazzagli viene espulso, mentre il nuovo entrato Obeng aggancia Vita e manda Finotto dal dischetto. E' il 50' e il 3-2 conta quel che conta. C'è tempo, quello si, per gli abbracci e godersi una domenica decisiva.

Roberto Chiesa