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ANIS: “Il Decreto Legge n.16 del 25 gennaio prevede una serie di interventi molto onerosi per lo Stato"

"Va assolutamente ricalibrato e deve essere ridiscusso all’interno del più ampio tavolo di confronto sulla stabilità del sistema bancario e finanziario"

16 apr 2019
ANIS: “Il Decreto Legge n.16 del 25 gennaio prevede una serie di interventi molto onerosi per lo Stato"

Giovedì 18 aprile il Consiglio Grande e Generale è chiamato a ratificare il Decreto Legge n.16 del 25 gennaio u.s. che prevede una serie di interventi molto onerosi per lo Stato, con il rischio di non centrare l’obiettivo dichiarato di “salvaguardare e sostenere gli interessi dei risparmiatori e la stabilità del sistema economico e finanziario”. Il Decreto presenta infatti diversi aspetti di criticità, che abbiamo provveduto a segnalare nel confronto con il Segretario di Stato per le Finanze Eva Guidi nelle scorse settimane. In primo luogo sottolineiamo il passaggio riguardante le garanzie, laddove è previsto che Banca Centrale potrà concedere finanziamenti alle banche anche se commissariate e quindi in evidenti difficoltà, senza che queste prestino le necessarie garanzie di rientro, perché sarà lo Stato a darle per loro. In pratica lo Stato garantirà imprese che non avrebbero i requisiti per ottenere quei finanziamenti, accollandosi oneri e rischi rilevanti. Concentrare gli interventi statali verso un unico settore potrebbe sottrarre anche quelle risorse che invece lo stesso Governo sta pensando di destinare per gli altri interventi necessari al resto del sistema economico. Inoltre, rischiare di investire tali risorse in un settore in difficoltà e senza le dovute garanzie e progetti di risanamento, potrebbe avere conseguenze estremamente negative sul Bilancio dello Stato, che si rifletterebbero ancora una volta su cittadini e imprese. Dato tale rilevante impatto sulle finanze pubbliche e sul sistema economico in generale, abbiamo chiesto che Banca Centrale, quale organo tecnico di vigilanza, debba esprimersi sul merito e soprattutto che una scelta di questa portata abbia una condivisione più ampia di quella della sola maggioranza di Governo, ponendo la questione della maggioranza qualificata nel passaggio in Commissione Finanze. Altro aspetto che va sottolineato è che il prestito effettuato da Banca Centrale è prededucibile in caso di liquidazione coatta della banca e ha quindi precedenza rispetto ai crediti dei depositanti e anche sui fondi pensione, facendo sorgere dubbi sulla legittimità della norma stessa. Avendo nel frattempo lo stesso Governo attivato il tavolo per la stabilità finanziaria, al quale partecipano le rappresentanze politiche e sociali del Paese, alla luce anche del progetto presentato da ABS, appare del tutto ovvio e logico che tali tematiche – la gestione degli NPL come il Decreto in oggetto, ma anche la tutela dei fondi pensione, l’AQR, le ipotesi di accorpamento, il memorandum d’intesa con Bankitalia e i relativi accordi con l’UE – debbano essere ricondotte esclusivamente a questo tavolo di lavoro, per venire coordinate tra loro in un progetto sostenibile e condiviso da tutti.

Comunicato stampa
ANIS