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Bcsm, PS: "Gli stipendi non sono ancora stati ridotti"

27 apr 2017
Bcsm, PS: "Gli stipendi non sono ancora stati ridotti"
Si apprende con soddisfazione che, a seguito della denuncia pubblica del Partito Socialista dei continui inadempimenti informativi di Banca Centrale, essa abbia finalmente divulgato i dati finanziari e bancari di dicembre 2016. Il Partito Socialista stigmatizza l’impietoso ritardo informativo di Banca Centrale e del governo comprendendo tuttavia il loro imbarazzo. Infatti, in campagna elettorale, la maggioranza ha predicato bene promettendo di commisurare la remunerazione dei vertici ai risultati prodotti. Il Partito Socialista nota tuttavia che, nonostante la raccolta totale del settore bancaria sia diminuita di circa 400 milioni di euro dall’”incoronazione” della nuova governance di Banca Centrale, i loro stipendi non sono stati ancora ridotti.

A tal proposito, il Partito Socialista chiede pubblicamente le motivazioni che spingono il governo a non ridurre gli emolumenti dei vertici di Banca Centrale, considerando sia gli scarsi risultati prodotti sia la volontà referendaria dei cittadini di fissare il tetto degli stipendi pubblici. Il Partito Socialista si ritiene preoccupato della genuflessione del governo su Banca Centrale verso la quale, ricordiamo, nutre “incondizionata fiducia”.

Il Partito Socialista crede nella democrazia e nella libertà delle persone di fare liberamente impresa a San Marino, rilevando con profonda preoccupazione dal sito on-line Giornale.sm che Banca Centrale avrebbe commissariato Asset Banca senza motivazioni. Infatti, gli ex-Commissari avrebbero chiesto, in tale missiva datata il 12 aprile 2017, ulteriore tempo per poter svolgere le valutazioni necessarie a circostanziare le motivazioni del commissariamento iniziato, come si legge sul sito di Banca Centrale, il 3 marzo 2017. Il medesimo giornale ha anche pubblicato giorni prima il decreto del Tribunale che dichiarava l’invalidità dell’atto di Banca Centrale, chiarendo anche l’esigenza di indicare le motivazioni precise di un provvedimento coercitivo delle libertà costituzionali come il Commissariamento stesso.

A questo punto, il Partito Socialista non può non chiedersi le ragioni che abbiano spinto Banca Centrale a commissariare una banca senza motivazioni circostanziate, contrariamente alla libertà e allo stato di diritto di questo Paese.

In conclusione, il Partito Socialista avvierà tutte le iniziative pubbliche per approfondire tale situazione chiedendo il supporto delle altre forze di opposizione, sociali, sindacali e anche dei membri della maggioranza che, speriamo, comincino a porsi delle domande su cosa debba ancora accadere per aprire gli occhi e nel frattempo chiediamo pubblicamente a Banca Centrale di spiegare le ragioni di un commissariamento che sta avendo così gravi ripercussioni sulla banca, sui suoi depositanti e in ultima istanza sul Paese.

Comunicato Stampa
Partito Socialista