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Cds: “Interventi nell’organizzazione del sistema scolastico e nell’offerta formativa”

9 lug 2018
Cds: “Interventi nell’organizzazione del sistema scolastico e nell’offerta formativa”
In data odierna si è riunito il Congresso di Stato.
Durante la seduta si è tenuto un incontro con il Commissario Generale Expo 2020 che si svolgerà negli Dubai – Emirati Arabi Uniti e il governo ha avviato le procedure per lo stabilimento delle relazioni diplomatiche con Saint Vincent e Grenadine.


Il Congresso di Stato ha inoltre adottato i seguenti Decreti Delegati:

“Modifiche alla Legge 10 agosto 2012 n. 122 - Testo unico in materia di armi ed esplosivi - e al Decreto Delegato 4 luglio 2017 n. 75 - Modalità di vendita on line di cui all’articolo 46 della Legge 10 agosto 2012 n. 122 “Testo unico in materia di armi ed esplosivi” e successive modifiche”;
“Interventi nell’organizzazione del sistema scolastico e nell’offerta formativa”.
Il Decreto Delegato “Interventi nell’organizzazione del sistema scolastico e nell’offerta formativa” è stato presentato dal Segretario di Stato per l’Istruzione a seguito del processo di analisi e di revisione della spesa complessiva della Pubblica Amministrazione.
Il Congresso di Stato - considerando la Scuola una risorsa strategica per lo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese- ha ritenuto prioritario subordinare le esigenze di contenimento della spesa al mantenimento di un elevato standard qualitativo del sistema d’istruzione.
Nella Scuola dell’Infanzia sono stati rivisti i criteri per l’assegnazione di educatori-insegnanti, introducendo una maggiore progressività. In particolare, lo schema applicativo di cui all’art. 2 della Legge 27 giugno 2003, n. 87 prevedeva 4 insegnanti per gruppi fino a 34 alunni; superata questa soglia si aggiungevano immediatamente 2 insegnanti, mentre sopra i 52 alunni veniva assegnato 1 insegnante supplementare ogni 8-9 alunni aggiuntivi. Il Decreto, invece, suddivide in due fasce l’intervallo 35-52, assegnando rispettivamente 5 insegnanti fino a 43 alunni, 6 insegnanti fino a 52.

Già in sede di commissione paritetica per la definizione dei Piani cattedra era stata sollevata tale problematica ed erano state individuate soluzioni che oggi vengono opportunamente recepite a livello normativo.

Nei prossimi anni la scuola sarà chiamata a ripensare la propria organizzazione, anche a causa del significativo calo demografico che interessa il nostro territorio.
Dai 357 nati nel 2008, si è passati a 228 nel 2017, una diminuzione del 36 %. In alcuni plessi della Scuola Elementare, secondo le attuali proiezioni, aumenteranno sensibilmente le classi con meno di 13 bambini, soglia minima stabilita per legge. Numeri inadatti a garantire una qualità elevata della didattica, che è determinata non solo dal rapporto numerico insegnante-alunni, ma anche dalle possibilità d’interazione fra pari.
Nell’anno scolastico 2018-19 saranno operanti nella Scuola Elementare 6 classi con un numero di alunni inferiore a 13: 3 nel plesso di Montegiardino, 2 nel plesso di Faetano ed una nel plesso di Chiesanuova.
Già da anni è in vigore una normativa che per i plessi con meno di 65 alunni prevede una dotazione di 9 insegnanti elementari anziché 10, che operano nelle varie classi in collaborazione con i docenti specialisti di Inglese, Educazione Motoria e Religione
In considerazione del decremento demografico che interesserà la scuola nei prossimi anni, si è deciso di demandare alla Direzione Didattica il compito di elaborare, in collaborazione con gli insegnanti dei plessi coinvolti, un progetto sperimentale per gruppi classe con un numero molto ridotto di alunni; in alcuni momenti della settimana si organizzeranno attività che coinvolgeranno alunni di classi contigue, per favorire occasioni di confronto e maggiori stimoli di tipo culturale.

Con l'adozione di tale progetto potrà essere scongiurata la chiusura dei plessi più piccoli, ritenuti un presidio culturale importante per il territorio che li ospita.

Inoltre il Decreto introduce la sperimentazione, nei prossimi tre anni, di un modello di tipo verticale nell'insegnamento dell'educazione fisica; alunni di plessi limitrofi della scuola elementare e della scuola dell'infanzia avranno lo stesso insegnante, che assicurerà loro continuità didattica nel momento delicato di passaggio da un ordine scolastico all'altro.

Attualmente i curricoli della Scuola Media Inferiore e Secondaria Superiore sono strutturati su moduli orari di durata inferiore ai 60 minuti. Per favorire didattiche operative, dai tempi più distesi e rispettose dei processi d’apprendimento degli studenti, sarebbe opportuno, com’è già stato fatto anche in Italia, reintrodurre moduli orari di durata non inferiore ai 55 minuti. Un provvedimento in tal senso comporta, tuttavia, una revisione della distribuzione oraria delle discipline e della programmazione, che verrà attuata nei prossimi anni con il concorso dei docenti. Nel frattempo il decreto prevede l'organizzazione di attività di potenziamento, di recupero, laboratoriali, recuperando in questo modo alla didattica il tempo non utilizzato per l'insegnamento.

Gli articoli 7 ed 8 del Decreto Delegato danno continuità alle due sperimentazioni avviate nella Scuola Secondaria Superiore, ai sensi dell’art. 28, comma 6, della Legge 12 febbraio 1998 n. 21.
La prima riguarda la creazione di uno spazio laboratoriale per l’analisi e la produzione di linguaggi teatrali ed espressivi, il cui sviluppo e coordinamento richiederà un impegno di 4 ore settimanali.
La seconda sperimentazione verte, invece, sull’insegnamento dell’informatica e sul potenziamento delle materie scientifiche nell’indirizzo scientifico.

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