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Csu: Gruppo Celli, firmato e subito disatteso il piano di rientro degli stipendi non pagati agli ex dipendenti

24 ott 2016
Csu: Gruppo Celli, firmato e subito disatteso il piano di rientro degli stipendi non pagati agli ex dipendenti
Dopo le dichiarazione del Sig. Renato Celli, amministratore unico delle società Rema srl, GNC srl e Ambra srl, e del Governo, è doveroso far sentire anche la voce dei lavoratori per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla situazione che stanno vivendo, a seguito della chiusura delle attività commerciali appartenenti al gruppo, presenti all'interno del Centro Commerciale Azzurro.

I dipendenti, licenziati nel mese di agosto - in tal senso è stato definito l'accordo di mobilità e altri istituti - non hanno percepito il proprio stipendio fin dai mesi precedenti. Ad oggi alcuni lavoratori hanno maturato tre stipendi arretrati non corrisposti, mentre per altri (lavoratori frontalieri) le mensilità non pagate sono anche di più.

Nel frattempo, attraverso la Commissione Conciliativa le parti hanno sottoscritto un piano di rientro delle retribuzioni non corrisposte, ovvero le mensilità di giugno, luglio e agosto, oltre a prorata TFR 2016 e tredicesima, che prevedeva la rateizzazione dell'intero importo. Puntualmente il piano è stato non rispettato.

A questo proposito la FULSAC-CSU, su mandato dei lavoratori, ha incaricato il proprio legale di attivare tutte le procedure per ottenere il pagamento delle retribuzioni e crediti loro spettanti.

Il comportamento dell'azienda provoca grande sconcerto e profonda amarezza, perché l'ammontare degli stipendi dei lavoratori è ben poca rispetto alle grandi cifre di cui si è parlato sulla stampa, in merito alle richieste di investimento del gruppo Celli; richieste che peraltro il Governo non ha sostenuto, in quanto non ha ritenuto sussistessero adeguate garanzie.

Oltre alla mancata corresponsione delle retribuzioni, va anche aggiunto che a seguito di alcune verifiche effettuate presso l'ISS, siamo venuti a conoscenza che ai lavoratori non sono stati pagati i contributi previdenziali da almeno due anni.

In tal senso, l'ISS a quanto sappiamo ha provveduto a mettere in atto quanto di sua competenza per la riscossione dei crediti maturati. Ma ad oggi non sappiamo se quanto dovuto è stato corrisposto; dalle ultime notizie apprese dalla stampa, lo Stato ha attivato le procedure di pignoramento dei beni a tutela dei crediti.

Ad aggravare ancor più le cose, corre voce che lo stesso imprenditore attraverso il gioco del prestanome sia in procinto di aprire una nuova attività commerciale simile alle precedenti; questo, se fosse vero, rappresenterebbe un'ulteriore inaccettabile beffa ai danni dei lavoratori e dello stesso paese, ai quali spettano ingenti somme e tributi.

La Federazione in tal senso invita gli organismi preposti a vigilare con estrema attenzione e rigore, non consentendo in alcun modo l'apertura di nuove attività riconducibili alla stessa proprietà.

FULCAS-CSU
Federazione Unitaria Lavoratori Commercio, Alberghi, Servizi