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GDC: "Alla stagione degli innamoramenti, il PDCS risponda con una proposta di stabilità e pragmatismo"

14 apr 2024
GDC: "Alla stagione degli innamoramenti, il PDCS risponda con una proposta di stabilità e pragmatismo"

In queste settimane, stiamo assistendo ai peggiori “valzer” della politica, con riunioni di partiti riformisti dove addirittura vengono cacciati dalle proprie sedi alleati che da gennaio sembravano essere divenuti inseparabili; abbiamo assistito a conferenze stampa che si concludono con messaggi roboanti di ultimatum; leggiamo chi un giorno dice che andrà da solo, chi in coalizione, chi in lista unica e poi il giorno seguente improvvisamente come nelle migliori fiction che si rispettino arriva il grande ritorno di fiamma che fa tornare sui propri passi. E ancora, leggiamo di numerosi post di fumate nere, bianche, gialle, viola e video su video con meravigliose ricette a slogan o peggio ancora con l’innalzamento di dubbi sull’accordo UE da partiti che chiedono di unirsi proprio su questo tema. Ma come si fa? Dov’è finita oggi la vera politica? Questo caos rende chiaro quanto il panorama politico, agevolato anche dalla mancanza di partiti struttati, risenta di una visione del futuro pragmatica. Tutti vogliono governare e tutti vogliono quella “sedia”, ma i cittadini stanno assistendo ad una confusione che genera quel senso sempre più profondo di distanza tra i cittadini e la politica. Serve una politica dei contenuti e non delle alleanze per non alimentare l’astensionismo che questo caos potrebbe portare tanti il 9 giugno a decidere di non votare. I cittadini hanno un forte bisogno di risposte serie, reali e applicabili al contesto sammarinese per quelli che oggi sono i problemi che sentono più impellenti; questo lo dobbiamo ai nostri giovani e lo dobbiamo soprattutto per le generazioni future. Per i GDC è chiaro che innanzitutto serve responsabilità e stabilità nel Paese, e anche le forze che oggi si trovano nella confusione sopra indicata devono essere coinvolte in un processo, che il PDCS deve guidare, di aggregazione e stabilità verso la grande ed epocale trasformazione che questo Paese imboccherà con l’Accordo di Associazione all’UE. Tutto serve in questa fase storica fuorché uno scontro tra forze sociali, sindacali, datoriali e partiti; tutti devono mettere al centro dell’agenda politica del prossimo governo e della prossima legislatura una necessaria trasformazione europea ed internazionale della nostra Repubblica che dovrà altresì contare su ampi numeri per poter portare avanti le grandi sfide e riforme del futuro, come quelle delle infrastrutture, del territorio, della sanità, del debito e del nostro sistema universitario. Il nostro appello è che tutti i partiti politici arrivino al 9 di giugno con la maturità di una proposta che innanzi tutto tenga conto della necessità che questo Paese abbia una pace sociale che indipendentemente da chi vinca determini anni di stabilità e condivisione. Auspicando che l’agenda europea sia il coefficiente di tale aggregazione e che unisca con sincerità quelle forze politiche che da anni si dichiarino europeiste, ritrovandosi quanto prima insieme per lavorare ad una visione del domani della Repubblica consapevoli del percorso intrapreso, di quello che è stato negoziato, ma soprattutto di quello che dovrà essere fatto per poter sfruttare quelle possibilità che l’Accordo prevede. Pertanto lanciamo questa raccomandazione che i partiti ed i movimenti in campagna elettorale, per propri ritorni, non strumentalizzino l’Accordo ma informino in maniera oggettiva la cittadinanza senza alimentare chi questo percorso lo vuole rallentare o frenare, perché questa sarebbe la più grande sconfitta del nostro Paese.

C.s. Giovani Democratico Cristiani





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