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Guzzetta precisa: "Non ho alcuna intenzione di dimettermi". La risposta del Dg Carlo Romeo

12 lug 2020
Guzzetta precisa: "Non ho alcuna intenzione di dimettermi". La risposta del Dg Carlo Romeo

Caro Direttore,
In un servizio, molto accurato, del Telegiornale di San Marino RTV di ieri, a proposito della prossima riunione del Consiglio Giudiziario Plenario sulle questioni della Giustizia, ho sentito l’affermazione secondo cui “non mancano speculazioni circa la possibilità che sia lo stesso Guzzetta a mettere sul tavolo le proprie dimissioni”.
Desidero a tal proposito precisare che, quali che siano le fonti di tali speculazioni, per quanto mi riguarda l’unica cosa certa, in tutta questa vicenda, è che io non ho mai avuto né ho alcuna intenzione di dimettermi.
Ho sempre ritenuto che, in passaggi così delicati, ciascuno debba assumersi la responsabilità delle proprie scelte, soprattutto se sono scelte che hanno un peso rilevantissimo per la vita costituzionale dello Stato e per la sua immagine nella comunità internazionale. L’assunzione della responsabilità trasparente e chiaramente imputabile è un requisito fondamentale in una democrazia ben funzionante.
Non sarò certo io ad agevolare la fuga da tale responsabilità togliendo qualcuno dall’imbarazzo, che non è sicuramente il mio. Io, per quanto mi riguarda, sono assolutamente sereno con la mia coscienza. E tanto mi basta.
Continuerò a servire la Repubblica, con lo stesso impegno con cui l’ho sino ad oggi servita, fin da quando ero membro e poi Presidente del Collegio Garante della Costituzionalità delle norme, e fino a quando ciò non mi sarà impedito, legittimamente o illegittimamente.
Nell’augurarLe buon lavoro la saluto cordialmente

Giovanni Guzzetta


Gentilissimo Professor Guzzetta,
La ringrazio per la puntuale e rigorosa precisazione.
Nel nostro servizio avevamo parlato non a caso di "speculazioni" in merito a eventuali sue dimissioni.
Non è raro - e comunque non penso sia questo il caso - a chi fa il giornalista di inciampare in quelle che in gergo nelle redazioni vengono definite "polpette avvelenate" ma i buoni giornalisti sanno come difendere il proprio lavoro e il proprio pubblico, senza mai lasciarsi strumentalizzare.
Grazie ancora dunque per quanto ha scritto sul nostro lavoro e per la precisazione che con la sua nota ha trasformato una "speculazione" in una notizia certa.
Cordialmente.

cr