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L’industria post covid guarda all'Europa

Il segretario uscente Paride Neri agli 80 delegati: “Cruciale raccogliere le sfide della transizione digitale ed ecologica”

19 ott 2021
L’industria post covid guarda all'Europa

È una sfida culturale e insieme tecnologica l’orizzonte indicato dal segretario uscente Paride Neri agli 80 delegati della Federazione Industria riuniti oggi al Palace Hotel. Una sfida che fa da sfondo a tutti i temi al centro del 14° congresso della FLIA-CDLS: rinnovo del contratto, riforma del mercato del lavoro, riforma delle pensioni, ingresso nell’UE. E per l’industria sammarinese, afferma il segretario Industria della CDLS, lo snodo europeo è un passaggio obbligato per uscire dalla pandemia: “Fuori da qui stanno accadendo cose enormi: l’Unione Europea ha attuato un piano strategico pluriennale capace di determinare un solco profondo tra chi sta dentro e chi sta fuori. E lo ha fatto introducendo misure di stimolo per un valore complessivo di oltre 2mila miliardi di euro, destinando all’Italia oltre 200 miliardi. Investimenti destinati alla trasformazione digitale, al credito d’imposta per l’innovazione tecnologica, al credito d’imposta per la formazione 4.0 e al rafforzamento della resilienza economica e sociale, con particolare attenzione ai giovani, alle donne e al potenziamento della formazione professionale”. TAGLIARE LE PENSIONI E AUMENTARE LE TASSE È UNA RICETTA PERICOLOSA Un colossale piano di stimolo e trasformazione dell’economia europea, avverte Paride Neri, con importanti ricadute positive per i paesi comunitari, ma potenzialmente rischiose per quelli esclusi come San Marino: “Pensare che la nostra Repubblica abbia qualche possibilità di farcela senza entrare in questa dimensione di sviluppo e innovazione, semplicemente riformando la spesa, tagliando le pensioni e aumentando le tasse, è una pericolosa illusione”. E di pensioni si è parlato molto nelle fabbriche durante le assemblee precongressuali: “Abbiamo registrato una diffusa preoccupazione tra i lavoratori e molte opposizioni all’ipotesi di introdurre quota 103, ossia l’allungamento dell’età pensionabile. Ma a preoccupare ancora di più i lavoratori è il futuro dei giovani per il mancato decollo del secondo pilastro, anche alla luce delle ridotte prestazioni che deriveranno dal primo pilastro previdenziale, dopo gli interventi di riforma del 2011”. L’altra riforma centrale è quella del mercato del lavoro, che per il segretario FLIA-CDLS, “dovrà essere basata sulla valorizzazione dell’occupazione con una continua e qualificata offerta formativa, ed escludere l’introduzione di formule precarizzanti come il lavoro interinale”. DIRITTO ALLA FORMAZIONE CONTINUA NEL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO Formazione cruciale anche per il rinnovo del contratto di lavoro, in scadenza a fine anno”: L’accordo contrattuale sottoscritto nel 2012 va oggi migliorato introducendo, come in Italia, il diritto alla formazione continua”, sottolinea il segretario Industria, aggiungendo che “anche a fronte della recente fiammata inflazionistica la difesa del potere d’acquisto delle retribuzioni dovrà essere garantita con ogni mezzo”. E rivolgendosi al segretario dell’Assindustria, Wiliam Vagnini, seduto in platea, ha concluso: “Auspico che in occasione del rinnovo del contratto possa anche aprirsi un serrato confronto sulle prospettive di sviluppo dell’economia sammarinese”. Ampio il dibattito che è seguito, segno di una Federazione in salute che dal precedente congresso del 2016 è passata da 807 iscritti agli attuali 1234. L’intervento di saluto da parte del Segretario di Stato all’Industria On.le Fabio Righi, ha toccato alcuni dei temi della relazione d’apertura. Sottolineato il valore del dialogo tra tutte le Parti sociali ed economiche, un forte cambio di paradigma culturale, che sia il presupposto per avviare le indispensabili riforme strategiche e definire un “Progetto Paese” condiviso e sostenibile.





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