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Lettera ex membri Collegio Garante, maggioranza: comunicazione "strana e del tutto anomala"

12 lug 2020
Lettera ex membri Collegio Garante, maggioranza: comunicazione "strana e del tutto anomala"

La lettera di alcuni ex membri del nostro Collegio Garante, recapitata venerdì agli Eccellentissimi Capitani Reggenti, al Presidente del Collegio Garante, ai membri del Congresso di Stato e del Consiglio Grande e Generale per esprimere “costernazione e vivissima preoccupazione” in merito alle scelte legislative di questa maggioranza, lascia intatta, a chi legge, qualche perplessità. La missiva si riferisce alla Legge Qualificata n.1 del 2020, resa necessaria a fronte di problematiche sorte in seno al Consiglio Giudiziario riunito in seduta plenaria. Infatti, durante la scorsa legislatura, erano sorti dubbi interpretativi in merito alla corretta composizione del Consiglio Giudiziario. Oggi, leggendo quanto scritto dagli autorevoli firmatari, i quali criticano la scelta di usare lo strumento dell’interpretazione autentica, ci poniamo diverse domande.

A questo proposito, richiamiamo la sentenza n. 4 del 2009 del Collegio Garante di cui, al tempo, era Presidente proprio il Professor Angelo Piazza e membro effettivo proprio il Professor Carlo Bottari, oggi entrambi firmatari della missiva. Questi ultimi sottoscrivevano la pronuncia che confermava che le leggi di interpretazione autentica sono perfettamente legittime, sempre che rispettino due condizioni: «la disposizione interpretata presenti ragionevoli dubbi interpretativi e, inoltre, che la soluzione interpretativa contenuta nella legge di interpretazione autentica sia una delle soluzioni altrettanto ragionevolmente estraibili dalla disposizione interpretata».

Riguardo a ciò, dobbiamo ritenere che proprio per il verificarsi di entrambe le condizioni, la conseguenza della Legge Qualificata n. 1 del 2020 sia quella prospettata dal Professor Fusaro – anch’egli tra i firmatari della missiva odierna. Nel suo manuale scrive che «l’interpretazione autentica è fatta con legge dal legislatore stesso (…) con riferimento ad un precedente testo legislativo di dubbio significato. Le leggi di interpretazione autentica sono naturalmente leggi retroattive, dato che il significato stabilito dal legislatore riguarda leggi già in vigore: dal momento dell’entrata in vigore della legge di interpretazione autentica, l’interprete (qualsiasi interprete) deve applicare la legge secondo il senso prescritto dal legislatore» (Barbera A. - Fusaro C., Corso di Diritto Pubblico, Bologna, 2012, pag. 94). È evidente che gli stessi firmatari forniscano interpretazioni diametralmente opposte. Questo dato dovrebbe far sorgere numerosi dubbi sulle ragioni di opportunità che hanno portato i firmatari a inviare questa strana e del tutto anomala comunicazione. A fronte di tali continue ingerenze, le attuali forze politiche non possono che rimarcare l’intenzione di ripristinare lo stato di diritto, calpestato nella scorsa legislatura.

c.s.
Pdcs
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