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Manifestazioni negli USA, basta con la repressione!

1 giu 2020
Manifestazioni negli USA, basta con la repressione!

Non si può restare indifferenti di fronte alle manifestazioni che da giorni si susseguono in molte città degli Stati Uniti per protestare contro il brutale assassinio di George Floyd, cittadino afroamericano soffocato da un poliziotto bianco. Questo ennesimo episodio di violenza estrema della polizia verso un afroamericano ha fatto saltare la polveriera di una società ancora profondamente permeata di razzismo e dove le diseguaglianze sociali sono sempre più diffuse e profonde. Alle numerose manifestazioni di protesta, che vedono la partecipazione solidale anche di molti cittadini bianchi, le forze dell’ordine stanno rispondendo con la repressione armata; si registrano infatti migliaia di arresti e perfino la morte, fino a questo momento, di due manifestanti colpiti da proiettili. In alcuni casi, invece, la stessa polizia si è unita ai dimostranti, in una atto di solidarietà molto significativa. Il Presidente Donald Trump, che ha imposto il coprifuoco in oltre 25 città di 16 Stati americani, ha invocato il pugno di ferro contro le manifestazioni invitando le forze dell’ordine ad intensificare la repressione. In tal modo sta alimentando la spirale di violenza innescata dal poliziotto omicida Anziché comprendere le ragioni di questa rivolta diffusa per una situazione divenuta da anni insostenibile, come dimostrano le tanti uccisioni di cittadini di colore da parte di poliziotti, e avviare da subito profondi cambiamenti in primo luogo nell’operato delle forze dell’ordine, il Presidente americano si sta sempre più asserragliando nel suo bunker alla Casa Bianca, mostrando tutta la sua brutale arroganza e il dispregio per i più elementari valori di umanità, democrazia e giustizia sociale. Quella di Trump è un’America con 40 milioni di disoccupati e 100.000 morti per Covid 19; il virus è stato contenuto nei quartieri facoltosi, mentre invece continua a dilagare in quelli dormitorio. Anche questa è una ulteriore dimostrazione delle profonde discriminazioni e disparità sociali di un paese complessivamente ricco e potente, ma che è ancora lacerato da profonde contraddizioni interne, che l’attuale Presidente ha contribuito ad accentuare. Solo mettendo fine, una volta per tutte, alle barbare uccisioni di cittadini di colore che da anni avvengono con estrema disinvoltura da parte della Polizia, e assicurando nei fatti la piena uguaglianza di diritti tra bianchi e neri, così come per i cittadini di tutte le etnie, si può fermare questa ondata di protesta e di sollevazione popolare che sta attraversando gli Stati Uniti. Oltre, naturalmente, ad assicurare un giusto processo che accerti le responsabilità e applichi la giusta pena giudiziaria al poliziotto assassino e ai colleghi che dovessero risultare, in qualche modo, corresponsabili. È inaccettabile che nel secondo ventennio del ventunesimo secolo si venga uccisi dalla Polizia unicamente per il colore della pelle. Questo significa che i tanti sbandierati valori di libertà a cui gli USA dicono di ispirarsi, sono del tutto falsi. Anche la CSdL si unisce al cordoglio per la morte di George Floyd ed esprime il più profondo sdegno per questo barbaro e brutale atto di razzismo. Al contempo la CSdL esprime solidarietà ai tanti cittadini statunitensi che lottano per una società più giusta, solidale e democratica, contro la violenza razziale e le discriminazioni sociali. Purtroppo, il sogno di Martin Luther King è ancora un miraggio lontano… Chiediamo al Governo sammarinese di assumere, nelle sedi internazionali in cui è presente e anche nei confronti delle istituzioni Statunitensi, una chiara posizione di sdegno e condanna verso la morte del cittadino afroamericano e verso la brutale repressione delle manifestazioni popolari messa in atto dal Presidente USA, esprimendo sostegno alla giusta lotta per i diritti civili e per l’uguaglianza di tutti i cittadini.

CSdL Confederazione Sammarinese del Lavoro