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Paola Barbara Gozi: "E noi residenti?"

20 lug 2018
L'ordinanza
L'ordinanza
Un’ordinanza da paura, da farmi rabbrividire! N. 93.
Leggetela bene cari concittadini, veniteci incontro per cortesia.
Noi residenti siamo stati esclusi, anzi buttati fuori, non solo dal nostro Centro Storico, ma da qualsiasi decisione presa in occasione degli eventi estivi che ovviamente siamo favorevoli alla loro programmazione, ci mancherebbe. Ben vengano.
Ma tutte le discussioni fatte, le comunicazioni inviate, i solleciti, le proposte per trovare soluzione riguardanti la viabilità nel Centro, non sono valse praticamente a nulla.
Dal 18 luglio sino fine mese, poi attendiamo agosto, con questa ordinanza, non abbiamo la padronanza di vivere tranquillamente la vita quotidiana e la nostra casa; le abitudini personali, gli impegni famigliari e lavorativi, vengono indubbiamente compromessi: fare la spesa e commissioni varie, prendere la propria macchina, risulta difficile tanto da organizzarsi con un planning per capire come potersi giostrare con giorni/orari/vie chiuse.
Mi gira già la testa!
Mi auguro che nessun anziano, che nessuna famiglia abbia una emergenza nei giorni ed orari nei quali dobbiamo essere tappati in casa. Sarebbe veramente impensabile e preoccupante il non aver a disposizione una propria macchina nelle vicinanze per emergenza.
Le persone anziane che vivono sole dovranno arrangiarsi, sì arrangiarsi e camminare sotto il sole per andare a prendersi la macchina parcheggiata fuori mura e rifarsi a piedi la salita con la spesa a braccio.
Il Centro Storico possiede solo un esercizio alimentare, la nostra salvezza. Ma è possibile tutto questo?
Come già espresso, non vi sono più servizi di prima necessità, ritrovi come il cinema, la farmacia la domenica è chiusa (sinceramente non ricordo ora in estate, perdonatemi), le poste, i centri sanitari, il giornalaio, la macelleria.
C’è però il nulla.
I residenti dovranno d’estate emigrare definitivamente altrove e, se non bastasse, anche in altri periodi dell’anno.
Rammento che se i residenti lentamente lasceranno le abitazioni, se i giovani optassero per altre soluzioni, il Paese diventerà una città fantasma.
Nessuno farà più restauri conservativi alle proprie case, patrimonio dell’Unesco, che diventeranno invece degli scheletri.
Le abitazioni verranno altresì deprezzate, i negozi ne risentiranno e così pure il turismo.
Se ci sono forti limitazioni di passaggio e sosta vicino le proprie dimore, nessuno farà investimenti immobiliari.
Anziché predisporre un piano per far desistere i residenti nel lasciare le proprie case, offrendo oltre la possibilità di raggiungere e sostare vicino casa, i servizi di prima necessità, ma anche incentivi, agevolazioni fiscali in caso di successione e un contributo in conto capitale (fondo perduto) per la ristrutturazione, risanamento conservativo, si sta facendo tutto per arrestare la permanenza, la riqualificazione delle proprie abitazioni, l’accoglimento di nuove famiglie che diventeranno residenti e manterranno il Centro VIVO!!!
I beni del Centro storico, patrimonio di tutti, hanno una storia millenaria che è la nostra storia e noi cittadini abbiamo il dovere di riappropriarci della nostra identità culturale anche rianimando e riqualificando la Capitale.
Contrastiamo l’abbandono, facciamo rivivere questo bene millenario miglioriamo la qualità della vita.
Se non si considera il residente come risorsa, come una ricchezza per il patrimonio di tradizioni e valori che ne costituisce l’identità, si giungerà alla perdita, oltre che di quest’ultima, anche di una notevole risorsa in termini economici. L’intera comunità del Centro Storico deve essere stimolata e posta nella condizione di poter assumere il ruolo di attore e di artefice nei processi di sviluppo e non considerarlo come un peso, come una limitazione.

Paola Barbara Gozi