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Il Psd prosegue negli incontri successivi all’assemblea del 16 Novembre

27 nov 2018
Il Psd prosegue negli incontri successivi all’assemblea del 16 Novembre
Come ampiamente annunciato, in questa prima fase del suo mandato il Segretario Giovagnoli e la Segreteria Politica del Partito stanno avviando una serie di confronti con le Associazioni Sindacali e Datoriali. Dopo l’incontro con la Usl della scorsa settimana, quest’oggi è stata la volta di Osla e Usot.

Purtroppo ad oggi ravvediamo che la situazione non è cambiata rispetto a quello che è emerso negli incontri avvenuti negli scorsi mesi. Entrambe le associazioni lamentano -da parte del Governo- il mancato ascolto sulle problematiche che stanno attagliando le categorie che rappresentano.

Tralasciando le macro tematiche essenziali per il rilancio del Paese, come il rapporto con l’Unione Europea e il Memorandum d’Intesa con Banca d’Italia, che trovano tutti molto allineati e preoccupati (opposizioni, associazioni sindacali e datoriali), quest’oggi, scendendo nel concreto, sono emerse tante problematiche che nel brevissimo periodo presenteranno il conto e verso le quali il Governo non sta facendo niente.

Per esempio, fra poche settimane aumenteranno le commissioni bancarie con Tpay, e considerato che l’80% delle transazioni avvengono su quel circuito, la preoccupazione è elevata. Nel settore turistico, in mancanza di prospettive per il settore, molte strutture alberghiere stanno chiudendo: gli albergatori piuttosto che cercare di investire per riqualificare, preferiscono CHIUDERE, e la legge di Bilancio non prevedrà incentivi che vadano in questa direzione.

Il piano strategico per il turismo può anche essere condivisibile, ma presenta forti limiti; in primo luogo non definisce le risorse che possono essere investite e non definisce nemmeno quali siano gli obiettivi finali. Ad oggi il dato certo è quello del FMI: il 25% del PIL dovrà essere portato dal turismo. Purtroppo il dato odierno è fermo al 6%.

Infine capitolo SMAC; le associazioni ricordano come sia nata al fine di incentivare i consumi nella Repubblica, mentre ad oggi è diventato quasi esclusivamente uno strumento di controllo fiscale che -per quanto necessario- va a snaturare la vera ragione per la quale è stata ideata la SMAC, ed è quindi auspicabile l’introduzione (nella modalità più opportuna) di uno strumento che torni a incentivare a fare spese a San Marino.