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Spending Review sul welfare, ecco perché serve l’ISEE

11 lug 2016
Spending Review sul welfare, ecco perché serve l’ISEE
Le rette della Casa di riposo dell’ISS aumenteranno. Aumenteranno dopo 15 anni di congelamento, aumenteranno in maniera progressiva, spalmando l’aumento in 8 anni. Gli aumenti, 407€ in più al mese, saranno quindi a regime ben 22 anni dopo il loro congelamento.
Come in altri casi, però, senza valutare le reali condizioni economiche di chi deve essere chiamato a pagare per un così importante servizio di protezione sociale.
In una fase così complicata per i conti pubblici, in cui la revisione della spesa e l’ottimizzazione delle risorse per garantire adeguati servizi ai cittadini dovrebbero essere l’imperativo di ogni singolo impiegato della Pubblica Amministrazione allargata, perché la politica non è ancora riuscita ad introdurre un indice che permetta di conoscere l’effettiva situazione economica familiare (ISEE) di ogni cittadino sammarinese?
Se non ci sono più risorse per i servizi di welfare, e questo aumento – al pari di tanti altri tagli ai servizi o nuovi balzelli – ne è diretta testimonianza, non possono essere tutti i cittadini a pagare, anche quelli che in questi anni di crisi hanno subito un’importante contrazione delle proprie condizioni economiche.
Tutti sanno che il semplice reddito non è minimamente rappresentativo della situazione economica di una persona, non per niente tantissimi Paesi hanno introdotto un indice capace di prendere in considerazione anche altri aspetti indispensabili ai fini di una corretta e completa valutazione, fra cui eventuali patrimoni mobiliari e immobiliari.
Il Governo di Bene Comune si è preso l’impegno di realizzare un’ISEE a San Marino a fine 2012, parallelamente alla formazione del team deputato ad elaborare strategie di spending review. Ma se il team è stato pagato e ha concluso in pochi mesi il suo lavoro – lavoro peraltro in gran parte ancora non applicato – così non è stato per l’ISEE, che rimane ancora oggi un’inutile letterina d’intenti.
E’ inaccettabile, secondo Civico10, che i tagli ai servizi e l’aumento di costi vengano spalmati in maniera indiscriminata su tutti i cittadini, con l’unica e a volte ingannevole discriminante del reddito, a causa di un Governo e che da quattro anni, ormai, ritiene più urgente approvare leggi o convenzioni ad hoc.
Lasciando ISEE e Riforma del Lavoro, un’altra vera emergenza di questo Paese che potrebbe rimettere ordine al marasma di normative che regolamentano il settore, in un cassetto ben sigillato della propria scrivania.


Civico10