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Ssd: il Consiglio Direttivo ragiona sul metodo di governo

6 ago 2019
Ssd: il Consiglio Direttivo ragiona sul metodo di governo

Il Consiglio Direttivo di Sinistra Socialista Democratica, riunitosi lunedì 5 agosto, dando seguito agli apprezzamenti espressi dal Presidente del Partito, si è unanimemente complimentato con i propri volontari per avere organizzato la Festa della Libertà e nonostante le condizioni climatiche avverse, averne garantito il grande successo in un giorno feriale. L’afflusso di pubblico, l’ottima organizzazione, l’alto livello dei temi affrontati nei dibattiti politici, hanno confermato l’idea di un partito attivo, rappresentante della sinistra e dei riformisti sammarinesi, punto di riferimento imprescindibile per l’intera politica. Il Segretario di SSD ha quindi esaminato l’attuale fase politica alla luce della recente approvazione delle modifiche alla legge elettorale volute dai cittadini con il referendum del 2 giugno scorso e del complesso intervento sostenuto con determinazione da SSD affinché la legge conservi per gli elettori, almeno parzialmente, il potere di orientare le scelte delle alleanze di governo che intendono formare. SSD infatti ha proposto e ottenuto che, nonostante il ritorno al sistema proporzionale, la discrezionalità dei partiti nello scegliere alleati di governo, sia pre-dichiarata. In questo modo l’elettore saprà, prima di esprimere il proprio voto a favore di una forza politica, non solo quale programma verrà portato avanti, ma anche con quali altre forze politiche potrebbe allearsi, evitando di rimanere deluso dalle decisioni adottate. Convergenze SSD le ha ottenute anche su altre due questioni fondamentali, quello di portare lo sbarramento per l’ingresso in Consiglio Grande e Generale al 5% in modo tale da combattere la frammentazione politica e l’aumento a tre del numero delle preferenze che un elettore può esprimere. Un risultato importante che ha generato qualche problema tecnico che verrà risolto a settembre. Infine il Capogruppo ha indicato come le dichiarazioni della nascita del progetto rivolto alla società civile, che vede partecipi ReS e Civico 10, siano la conseguenza diretta del percorso avviato dal Congresso di SSD un partito definito “in formazione” col fine di unire le forze della sinistra e riformiste e nel contempo dare voce alle tante competenze espresse dalla nostra collettività che oggi non trovano spazio per incidere direttamente sulla politica. Molto approfonditi gli interventi dei membri del Consiglio Direttivo che si sono soffermati in particolare sulla modifica del numero delle preferenze, indicando come sia preferibile puntare sulla preferenza di genere, mantenendo la medesima condizione fra elettori residenti e esteri. Approfonditi anche gli interventi in merito al progetto avviato con ReS e Civico 10: sul tema viene valutata positivamente la prospettiva del progetto aggregante e viene pertanto richiesto di dibattere ampiamente ogni passaggio che risulterà cruciale non solo per SSD ma per l’intera area che possiamo rappresentare, quella ampia area progressista che non condivide i metodi che alimentano sempre e comunque polemiche né tanto meno quelli che frenano ogni riforma. Una parte cruciale del ragionamento si è sviluppata sul metodo di governo che fino a ieri ha isolato le forze di maggioranza dal contesto del Paese e oggi, tende invece a recuperare i rapporti affinché si produca la forza per adottare le grandi scelte: quella sulle risoluzioni bancarie e su banca Cis né è un esempio, ma anche quella che ha portato all’approvazione della legge elettorale. Il Segretario Alessandro Bevitori in conclusione ha detto: “Il progetto politico che ci vede forza aggregante della sinistra sammarinese è iniziato sin dal 2015 e confermato dal Congresso e dall’Assemblea Congressuale del 2017. Ora il referendum del 2 giugno ha cambiato le regole e dobbiamo ragionare non più in termini di coalizioni, ma di collaborazione con tutte le persone e i soggetti dell’area riformista che dimostrano senso di responsabilità. Tutti noi siamo coinvolti nel trovare il migliore equilibrio, ma i numeri parleranno chiaro nella prossima consultazione elettorale. Molti hanno detto che stare insieme comporta anche buttare giù qualche rospo, ma stare da soli con questa legge elettorale vuol dire rimanere isolati all’opposizione. La dirigenza del Partito intende fare il massimo sforzo per trovare convergenze e unità nella nostra area di riferimento”. Sinistra Socialista Democratica