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SSD sulla fine della legislatura

18 set 2019
SSD sulla fine della legislatura

La legislatura si chiude anticipatamente per volere unanime di tutte le forze presenti in Consiglio Grande e Generale. Si tratta della naturale conseguenza degli approfonditi ragionamenti che hanno interessato il Paese negli ultimi anni giunti ad una conclusione: non c’è governo politico, nato da un’alleanza in grado di affrontare con la dovuta decisione le riforme necessarie a mettere in equilibrio i conti pubblici affinché l’economia della Repubblica possa uscire dalla più grave crisi della sua storia. Il lavoro di adeguamento agli standard internazionali, iniziato timidamente dal 2008 ha poi subito una forte accelerazione dal momento in cui si è deciso di aderire unilateralmente allo scambio di informazioni automatico con la Repubblica italiana. Infine con Adesso. sm si sono messi a nudo i problemi del sistema bancario che si sono accumulati da quando fu fatta la scellerata scelta di estendere esponenzialmente le licenze bancarie. I poteri, quei poteri che nel 2006 non vollero sottoscrivere l’accordo con l’Italia, sono stati ora tutti messi all’angolo, ma sul terreno dello scontro sono rimaste parecchie macerie. Le azioni di responsabilità sono tutte partite nei confronti di chi ha generato i dissesti e, grazie all’intervento promosso dal Segretario alle Finanze, Eva Guidi, queste potranno essere estesa anche ai casi in cui la liquidazione coatta è stata evitata grazie all’intervento di risoluzione messo in atto dallo Stato e dal resto del sistema bancario, come si è verificato nel caso Cis. Gli ormai undici anni di crisi hanno prosciugato le risorse pubbliche e generato forte instabilità al sistema finanziario: per rispondere con determinazione ad una situazione che ancora può essere gestita, occorrono riforme e occorre accedere ad un prestito internazionale. Queste decisioni devono essere condivise da tutte le forze politiche, poi discusse e condivise con tutte le forze sociali. Ieri su impulso anche della nostra forza politica, il Consiglio Grande e Generale ha deciso che tutti si debba remare dalla stessa parte e quindi si è siglato un accordo unanime affinché questo percorso dovrà trovare attuazione da subito, a partire dal prossimo bilancio di previsione che conterrà gli elementi principali per affrontare la crisi. Un periodo di unità nazionale è indispensabile e il voto unanime di ieri è stata una grande conquista ricercata da tempo e che corona sacrifici ed un lavoro di coordinamento particolarmente difficile. SSD ritiene che i primi effetti sociali delle decisioni assunte si stanno manifestando e ne siamo lieti. In particolare sottolineiamo la posizione recentemente espressa dalla Csu che sotto il titolo “San Marino si salva se riparte il dialogo sociale” difende la posizione del sindacato da chi afferma che questo sia stato un ostacolo alle riforme. Sappiamo che così non è anche perché nella storia del Paese il sindacato è sempre stato in prima linea per sostenere i cambiamenti che si sono resi necessari per difendere i diritti, soprattutto dei più deboli. Unità e dialogo chiede la Csu, SSD è convinto anch’esso che queste siano le due parole chiave per uscire dalla crisi.