Arresto Berti per atti di libidine: dall'ISS procedimento disciplinare

22 gen 2014
Arresto Berti per atti di libidine: dall'ISS procedimento disciplinare
Arresto Berti per atti di libidine: dall'ISS procedimento disciplinare
E' stato arrestato nel tardo pomeriggio di ieri Pietro Berti, medico di base, ma molto noto a San Marino anche per il suo ruolo politico, parlamentare per il PDCS, anche capo di stato nel semestre '98-'99 e attualmente nel consiglio centrale della DC. La sezione di Polizia Giudiziaria ha eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal commissario della legge Laura di Bona, titolare della fase istruttoria, per il reato di atti di libidine, reato compreso nell'articolo relativo alla violazione della libertà sessuale.
Le indagini sono ancora in corso e la magistratura ha così determinato il mantenimento della secretazione. Pietro Berti è difeso dall'avvocato Tania Ercolani. Una notizia che ha scosso San Marino, e che ha assunto massimo rilievo anche oltreconfine. Una serie di segnalazioni dalle pazienti del professionista, tutte nella stessa direzione, alcune decine arrivate solo nell'ultimo anno proprio all'Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'ISS. Da qui, l'Istituto aveva aperto un procedimento disciplinare interno lo scorso 25 settembre, le cui conclusioni erano state indirizzate alla Commissione di disciplina, nel novembre. In parallelo, dall'ISS partiva, il 12 novembre, la segnalazione all'autorità giudiziaria, che ieri ha deciso l'arresto.

Annamaria Sirotti

DIRE 15:15 - Le indagini saranno "utili all'accertamento della verità'". I legali del medico denunciato da alcune pazienti per atteggiamenti anomali durante le visite, Andrea Belluzzi, Tania Ercolani e Alessandra Greco, confidano nel proseguimento dell''inchiesta e precisano in una nota la posizione del proprio assistito, portato al carcere Cappuccini ieri sera, su ordine del commissario della legge, Laura Di Bona, dalla polizia giudiziaria sammarinese. "Pietro Berti- spiegano gli avvocati- e'' attualmente oggetto di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, con l''accusa di aver commesso molestie di natura sessuale". La precisazione viene fatta "nell''interesse del proprio assistito, al fine di evitare la divulgazione di notizie distorte o differenti dal vero". Si auspica quindi che "il prosieguo delle indagini sara'' utile all''accertamento della verita' dei fatti" sui quali il medico "si difendera' nelle opportune sedi". Infine, i legali diffidano "chiunque dalla divulgazione di notizie diverse dal contenuto della presente, ovvero in violazione delle vigenti norme sulla riservatezza dei procedimenti penali".

Su questa vicenda il segretario alla Sanità Francesco Mussoni

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