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Fondo pensioni Carisp: la banca cita i dipendenti, un atto di arroganza per la Csu

23 apr 2007
Sede Csu
Sede Csu
La Cassa di Risparmio ha citato 60 dipendenti in tribunale per chiedere la liquidazione del Fondo Pensioni del 1978. La Federazione servizi ha in piedi 6 vertenze con la Banca, ma questa, per l’oggetto, è sicuramente la più importante.
“E’ questo l’ultimo atto – scrive il sindacato – di un lungo braccio di ferro che i vertici Carisp hanno innescato con lavoratori e sindacati”.
La Federazione unitaria servizi parla di determinata arroganza nel mettere in discussione, con la volontà di abbatterli senza alcun scrupolo, diritti contrattuali come quello relativo al fondo pensioni del 1978.
Una decisione che la Cassa di risparmio aveva comunicato qualche mese fa vista la troppa onerosità nel dover alimentare un vecchio fondo che vede la compartecipazione di azienda e dipendente, e che ha consentito finora ai dipendenti che avevano maturato certi requisiti, di poter andare in pensione prima del 60esimo anno di età. Data oltre la quale l’Istituto di sicurezza sociale invia al lavoratore la pensione con una integrazione da parte della Cassa.
Ora, questa situazione, anche alla luce dell’aumento dell’età pensionabile, non è più accettabile per la banca. Ma dai sindacati arriva l’accusa di incomprensibile chiusura soprattutto sui diritti acquisiti. Una trattativa per la CSU mai partita.
La 60ina di dipendenti aderenti al fondo si sono riuniti in assemblea per valutare la situazione e definire ulteriori azioni di lotta.
Intanto “il magistrato del lavoro ha dato ragione a due pensionati Carisp lasciati senza pensione – conclude la nota sindacale – disponendo a carico della Banca il pagamento di una somma mensile e una tantum relativa agli arretrati”.