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Unas: "Attenzione agli annunci di servizi di bellezza sui social"

4 ago 2017
UnasUnas: "Attenzione agli annunci di servizi di bellezza sui social"
Unas: "Attenzione agli annunci di servizi di bellezza sui social" - Lo chiede Unas alle istituzioni per contrastare il lavoro domiciliare abusivo. Segnalazioni di estet...
A casa propria, quando si vuole e a un prezzo più basso, un’ampia gamma di servizi da salone di bellezza, di estetica e parrucchiere. Il lavoro nero cambia e si trasforma.
L'Unas chiede di alzare la guardia in tutti i comparti ed in particolare sul contrasto all'attività domiciliare abusiva. Tra le mura domestiche si offrono, spesso pubblicizzati online, prestazioni cosmetiche in modo occulto, evadendo le tasse, risparmiando su manodopera e affitto di locali. Da novembre l'organismo ha già inviato alcune segnalazioni all'Ufficio Industria come prevede la legge 40 del 2014 sulla disciplina delle licenze.  
La Segreteria Industria si impegna ad affrontare in tempi rapidi la questione con: "norme che diano risposte semplici alle esigenze di lavoro anche temporaneo e che snelliscano le procedure di assunzione e regolarizzazione" E sul lavoro nero in una nota ribadisce che: "occorre rendere certe e proporzionali le sanzioni e creare condizioni oggettive per identificare il lavoratore regolare dentro l’impresa".  
Gli artigiani prendono atto della recente decisione del governo di rafforzare l’Ufficio Tributario per contrastare elusione ed evasione fiscale ma chiedono di riprendere quel percorso avviato con l'accoglimento dell'istanza d'Arengo, ad oggi incompiuto, approvata dal Consiglio per dotare il Titano di strumenti normativi e di prevenzione aggiornati alle nuove forme di abusivismo.
“Comprendiamo le urgenze che dal suo insediamento ad oggi il governo ha dovuto affrontare - commenta UNAS - ma se si punta allo sviluppo del nostro tessuto economico, diventa urgente anche contrastare fenomeni che distorcono la libera concorrenza e mettono in grave difficoltà, in particolare le piccole medie imprese che lavorano seriamente sul nostro territorio”. 
La Federazione Servizi della Csu ha avuto 20 segnalazioni dall'inizio dell'anno che hanno coinvolto 60-70 lavoratori nel settore turistico e commerciali con bar ristoranti e negozi.
"Ma questa è la punta dell'iceberg del fenomeno" spiega la confederazione. 
Anche l'Usl ha ricevuto segnalazioni soprattutto dopo la fine del rapporto professionale. Il sindacato continua a chiedere una riforma del mercato del lavoro che preveda il coinvolgimento dei dipendenti come strumento anche di contrasto al lavoro nero. 

Nel video l'intervista a Pio Ugolini, Segretario Unas

Valentina Antonioli