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Alluvione del 2015 nel Riminese, chiesti rinvii a giudizio

20 mag 2019
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Per l'alluvione del 2015 a Bellaria Igea Marina e Santarcangelo di Romagna, la Procura di Rimini con le accuse, a vario titolo, di inondazione colposa e falso ideologico, ha chiesto il giudizio per due dirigenti regionali, Mauro Vannoni, responsabile sicurezza del territorio e protezione civile, e Fiorenzo Bertozzi, del servizio area Romagna, per due dirigenti Hera, e per il titolare e il progettista di un'impresa edile. Il 28 maggio è fissata l'udienza preliminare davanti al Gup Benedetta Vitolo. L'indagine, durata quattro anni e coordinata dal sostituto procuratore Marino Cerioni fa riferimento a ciò che accadde nella notte tra il 5 e il 6 febbraio del 2015.
Una famiglia di quattro persone residente in zona 'Nuova Contea' sulla strada Santarcangiolese fu salvata solo grazie all'intervento con gommone dei vigili del fuoco. Dopo diverse querele di parte e tante integrazioni, la Procura, con diverse pagine di imputazioni, ha però deciso di tenere separati i fatti accorsi nei due Comuni, contestando solo per Bellaria Igea Marina, dove esondò l'Uso, il reato di inondazione colposa, mantenendo quello di falsità ideologa per i fatti di Santarcangelo. Nel diniego di alzare le paratie del tratto fluviale, la Procura ha quindi individuato sufficienti prove per chiedere il processo per inondazione colposa. Due le famiglie che si costituiranno parte civile, una di Santarcangelo e una di Bellaria, rappresentate dagli avvocati Emanuela Guerra e Elena Guidi. Vannoni e Bertozzi sono difesi dagli avvocati Mariano Rossetti e Paolo Righi.