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Capigruppo spaccati, il Senato si riunisce alle 18

L'Aula dovrà decidere il giorno per discutere e votare la mozione di sfiducia a Conte: il giorno probabile è il 20 agosto

di Francesca Biliotti
12 ago 2019
La cronaca parlamentare di Francesca Biliotti
La cronaca parlamentare di Francesca Biliotti

La presidente del Senato Elisabetta Casellati era stata chiara: “Senza decisione unanime, la parola verrà data all'Aula, che è sovrana. Non è il presidente del Senato a decidere”. E così è andata, com'era prevedibile i capigruppo non hanno raggiunto una decisione comune e l'Aula si riunirà domani alle 18 per decidere il calendario dei lavori, per discutere e poi votare la mozione di sfiducia contro il presidente Conte. Lega e Forza Italia volevano il 14 agosto, subito dopo le commemorazioni a Genova per il Ponte Morandi, mentre la capigruppo ha fissato per il 20 agosto le comunicazioni di Conte, ma serve il voto del Senato per decretarlo. Su cosa accadrà in Aula, c'è incertezza: il Pd potrebbe presentarsi abbastanza spaccato, anche se le smentite non si contano, con Renzi redivivo pronto alla scissione coi fedelissimi e il segretario Zingaretti, dal Nazareno, che si appella all'unità del partito e dice “non è credibile l'ipotesi di un governo per fare la manovra economica e portare poi alle elezioni, sarebbe un regalo a una destra pericolosa che tutti vogliono fermare”. L'ex presidente del Senato Pietro Grasso ha proposto ai partiti di far cadere Conte senza passare da una sfiducia, semplicemente uscendo dall'aula, dove Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia non avrebbero più i numeri per far approvare la mozione, per arrivare poi a un “governo elettorale” magari guidato dall'attuale ministro dell'Economia Tria. In una diretta Facebook Luigi Di Maio, dopo aver riunito i suoi parlamentari in mattinata, ha detto: “Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi. Sento parlare di aperture o di chiusure, ma il M5s vuole solo una cosa: che si apra al taglio dei parlamentari. Ci aspettiamo che la Camera possa votare la legge". “Stiamo già lavorando alla manovra – è la risposta di Salvini, rientrato a sua volta a Roma dove incontrerà anche Silvio Berlusconi per parlare di coalizione elettorale – Prima si vota, prima l'Italia riparte: chi ha paura delle elezioni?”, conclude.