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Coronavirus, Antonelli: "Le terapie intensive reggerebbero un secondo impatto". Ricciardi: "Si possono riaprire le scuole e si può votare"

21 ago 2020
Coronavirus, Antonelli: "Le terapie intensive reggerebbero un secondo impatto". Ricciardi: "Si possono riaprire le scuole e si può votare"

Regge bene la rete delle terapie intensive per l’emergenza covid. A dirlo, in un'intervista al Corriere della Sera, Massimo Antonelli, direttore del dipartimento Anestesia e Rianimazione del Policlinico Gemelli, e componente del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid-19. Per Antonelli, l’organizzazione è buona. Per questo, “I ricoverati non sono aumentati in modo significativo”. Nei numeri dei ricoveri in terapia intensiva, dice, "c'è una leggera crescita ma proporzionale all'aumento dei nuovi casi e comunque non preoccupante. Anche i malati gravi sono in numero minimale. La percentuale rispetto ai positivi è sotto l'unità, mentre nel periodo acuto era del 5%. In Italia nei centri di rianimazione sono ricoverate poco più di 50 persone".

Intanto nella giornata di ieri i casi in Italia sono tornati a salire: 845, il dato più alto dal 16 maggio. 68 le persone ricoverate in terapia intensiva. È scesa anche l’età media dei positivi, (ora a 30 anni). Secondo Antonelli, il virus forse è meno letale "ma soltanto perché l'età media dei contagiati si è abbassata attorno ai 35 anni, fenomeno legato alle abitudini di vita sociale dei giovani che ha determinato una diffusione rapida del virus”. Il virus circola ancora e, “senza distanziamento, basta avere contatti brevi, anche di 15 minuti, con un soggetto infetto per esserne colpiti. Per questo continuiamo a raccomandare di osservare le misure di precauzione che non impongono grossi sacrifici". Anche i giovani possono aggravarsi "specie se soffrono di altre patologie, come il diabete". Ora però "con l'esperienza guadagnata si è in grado di trattare più precocemente ed efficacemente i pazienti critici, riuscendo spesso a evitare l'intubazione e la ventilazione invasiva".

I posti letto di terapia intensiva "sono passati da 5.300 a 8.000 e sarebbero sufficienti per sostenere un secondo impatto". Rispetto infine al ritorno in classe, "se arrivi alla riapertura delle scuole in una situazione di crescita della curva sei meno tranquillo - commenta - ma non vuol dire non avere le capacità di controllo. Il ritorno alla didattica non è rinviabile".

E proprio sulle aperture delle scuole, ieri Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ospite alla trasmissione televisiva Agorà Estate, su Rai3, ha fatto presente che se si rialzano i contagi, l'Italia rischia di finire come quei paesi in cui, al momento, non si può né riaprire le scuole né votare. In un’intervista al Sussidiario ha chiarito la sua posizione: “Io ho detto il contrario di quello che hanno riportato le agenzie. A una domanda sulla riapertura delle scuole e sulla tenuta delle elezioni ho detto: “in Italia si possono e si debbono riaprire le scuole e si può votare ma bisogna fare in modo che non succeda quello che sta avvenendo in altri paesi”.