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Ddl affossato in Senato, Alessandro Zan: "Non ci fermiamo, anche se stritolati da logiche politiciste"

La "tagliola" di Calderoli (Lega) e Ciriani (Fratelli d'Italia) ha impedito il passaggio in aula. Il Pd accusa Italia Viva, ma mancano almeno 16 voti

di Francesca Biliotti
28 ott 2021

In Senato affossato il decreto legge Zan sull'omotransfobia, tra gli applausi del centrodestra. Il disegno di legge presentato dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, primo firmatario, è morto nell'aula del Senato tra gli applausi del centrodestra, quando 154 senatori hanno votato, a scrutinio segreto, in favore del non passaggio in aula, la cosiddetta “tagliola”, prevista dall'articolo 96 del regolamento del Senato. Questo prevede infatti che prima dell'inizio dell’esame degli articoli di un disegno di legge, un senatore per ciascun gruppo può chiedere che non si passi a tale esame. Sono stati il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, e per Fratelli d’Italia il presidente del gruppo Luca Ciriani a richiederlo. Il disegno di legge mirava ad abolire le discriminazioni e la violenza per ragioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Il Pd accusa i renziani di Italia Viva di essersi sottratti al voto, Matteo Renzi tra l'altro era in Arabia Saudita, ma la verità è che tra le fila del centrosinistra mancano all'appello non meno di 16 voti. Dopo la “tagliola” non è più possibile ripresentare il medesimo testo di legge. Si può ricominciare l'iter, con argomenti più o meno simili, ma non prima di sei mesi, depositando una nuova proposta, in pratica ripartendo da zero.

Nel video le interviste a Alessandro Zan, deputato Partito Democratico, e a Daniela Santanchè, senatrice Fratelli d'Italia




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