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Emergenza clima, l'esperto: "La data simbolo è il 1985: da allora abbiamo registrato solo riscaldamenti"

Le problematiche sul Monte Bianco causeranno nell'immediato una carenza d'acqua: enormi ripercussioni sulla pianura padana

di Francesca Biliotti
2 ott 2019
l'intervista a Massimiliano Fazzini
l'intervista a Massimiliano Fazzini

In pieno periodo di protesta per il “climate change” arrivano le prime notizie preoccupanti dai ghiacciai del Monte Bianco, che ha accelerato lo scivolamento ed è a rischio crollo. Quali saranno le ripercussioni? E' il luogo di transizione tra il clima temperato del sud e la Mitteleuropa: è il sistema alpino, che negli ultimi 40 anni si sta riscaldando di mezzo grado in più rispetto alla media globale. Per chi studia questi fenomeni, spiega Massimiliano Fazzini, geofisico dell'Università di Camerino, il break point è il 1985: prima il clima aveva alti e bassi, periodi di raffreddamento si alternavano a quelli di riscaldamento. Da quella data invece, solo riscaldamenti. Vent'anni fa c'erano 93 ghiacciai in Italia, ora 104, ma solo perché si stanno frazionando e dividendo. L'emergenza più grande sarà la mancanza d'acqua: perché se nell'85 la disponibilità era di 250 km cubi, oggi è scesa a 73 km cubi. Enormi le ripercussioni sulla pianura padana, per esempio.

Nel video l'intervista a Massimiliano Fazzini, climatologo