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Fase 2, in Italia si discute sulle riaperture: Bolzano apre tutto

Il ministro Boccia conferma di voler procedere in modo differenziato per Regioni. Brusaferro (Iss): "Violare le regole faciliterebbe la circolazione del virus"

di Francesca Biliotti
8 mag 2020
I dati in Italia
I dati in Italia

Tutti ammessi alla maturità, lo prevede l'ordinanza del ministero dell'Istruzione, con gli esami che inizieranno il 17 giugno, mentre gli studenti di terza media saranno valutati con scrutinio finale che terrà conto anche di un elaborato da consegnare entro il 30 maggio. Sarà presentato oralmente in modalità telematica. E mentre il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, conferma l'orientamento a procedere dal 18 maggio ad aperture differenziate per Regioni, sulla base di valutazioni che perverranno dal ministero della Salute, la provincia autonoma di Bolzano accelera e riapre i negozi, lunedì toccherà a parrucchieri, bar, ristoranti e musei. “Violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitare la circolazione del virus”, avverte il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, che si dice preoccupato anche per le immagini giunte da Milano, coi navigli affollati all'ora dell'aperitivo. Furibondo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Gli effetti della fase 2 sul contagio si avranno solo alla fine della prossima settimana, ricorda Brusaferro, intanto oggi i decessi sfondano quota 30mila, 243 più di ieri. Quasi centomila ormai i guariti, mentre gli attualmente positivi sono 87mila circa, 1.663 in meno. Sempre più pesante il bilancio dei morti da coronavirus nel Regno Unito: balzato ad oltre 36mila sulla base di una nuova elaborazione dell'Istat britannico, contando pure Scozia, Galles e Irlanda del Nord. L'economia americana invece ha perso 20 milioni e mezzo di posti di lavoro ad aprile. Il tasso di disoccupazione è volato al 14,7%. Il presidente Trump inoltre non torna indietro sulle accuse alla Cina di aver diffuso il virus, ma precisa di non pensare che lo abbia fatto “di proposito”.

Nel video l'intervento di Giuseppe Sala, sindaco di Milano