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Governo Conte bis: è braccio di ferro sui sottosegretari

12 set 2019
Giuseppe Conte, foto Ansa
Giuseppe Conte, foto Ansa

Dopo un'altra giornata di contatti frenetici, incontri, attese e speranze degli aspiranti, non è chiusa la partita dei 42 sottosegretari del nuovo governo. Gli ambasciatori di M5s e Pd si sono incontrati ieri sera, per tentare di portare un elenco di nomi più o meno completo a Giuseppe Conte in tempo per il Consiglio dei ministri convocato alle 15. Ma i Dem sono pessimisti: "Noi siamo pronti ma i Cinque stelle no". "Noi vorremmo accelerare ma gli altri vogliono più tempo", dice Leu.

La fretta nasce da un'esigenza stringente: senza i sottosegretari il lavoro del governo non può davvero iniziare. Conte da Bruxelles ha fatto sapere ai partiti che si aspetta una lista in tempo per il Cdm: "Sarebbe buono riuscire a completare la squadra". Non è escluso che si riesca o che si rimandi di poco, a un Consiglio dei ministri venerdì mattina. Sarebbe un auspicio dello stesso Quirinale, secondo fonti parlamentari, che il governo sia a pieni ranghi e a pieno regime quanto prima. Conte dovrebbe vedere in mattinata le delegazioni: Spadafora, Patuanelli, Franceschini e Orlando si sarebbero incontrati - ma non ci sono conferme ufficiali - in serata per accelerare.

Restano però da sciogliere alcuni nodi. Un braccio di ferro è in corso tra M5s e Pd su due deleghe pesanti del ministero dello Sviluppo: Telecomunicazioni ed Energia, che nel vecchio governo aveva tenuto Di Maio. Per le Tlc i Dem vorrebbero Antonello Giacomelli (che potrebbe anche guidare l'Agcom) e per l'Energia l'assessore laziale Gian Paolo Manzella, esperto d'innovazione. Da parte loro i Cinque stelle reclamano entrambe le deleghe: all'Energia vorrebbero Dario Tamburrano, le tlc dovrebbe tenerle Stefano Patuanelli. L'intesa - sostiene qualcuno - potrebbe essere Energia al Pd e tlc al M5s, mentre l'Editoria andrebbe al Pd.