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In Italia per la prima volta da inizio marzo i morti scendono sotto i 100 in un giorno

Sarà una settimana cruciale per verificare la curva del contagio a due settimane dalla fine del lockdown

di Francesca Biliotti
18 mag 2020
dalla corrispondente Francesca Biliotti
dalla corrispondente Francesca Biliotti

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlerà giovedì alla Camera per una informativa urgente sull'emergenza Covid 19. La settimana sarà caratterizzata dai numeri, saranno fondamentali quelli dell'Istituto superiore di Sanità, che diranno come sta andando il contagio dopo le prime due settimane di ripartenze. “Non ho alcun tipo di peso sulla coscienza”, puntualizza intanto Attilio Fontana, presidente della Lombardia che coi suoi quasi 85mila casi ed oltre 15mila morti resta il centro del contagio italiano. Si dice però pronto a richiudere in caso di nuovi focolai. Intanto, per la prima volta da inizio marzo, i morti in Italia non sono più di 100 in un giorno, anche se superano quota 32mila. Quasi 1.800 meno di ieri gli attualmente positivi, mentre i guariti sono ormai oltre 127mila, 2.150 più di ieri, e i casi totali sono meno di 500 in più.

E mentre nel mondo i morti provocati da coronavirus hanno superato la soglia dei 315mila su un totale di 4 milioni e 700mila casi, con gli Stati Uniti a contare il maggior numero di decessi (89.562), seguiti dal Regno Unito (34.716), il presidente cinese Xi Jinping all'assemblea dell'Oms annuncia che la Cina donerà 2 miliardi di dollari per combattere il coronavirus, e che se Pechino dovesse trovare un vaccino ne farebbe un “bene pubblico mondiale”. Cento Paesi chiedono un'inchiesta sull'origine dell'epidemia, ma la Cina ribadisce di aver agito “con trasparenza e rapidità”. In Francia 70 scuole materne ed elementari sono state chiuse dopo la scoperta di casi di coronavirus a una settimana dalla fine del lockdown. Per il ministro dell'Istruzione Blanquer si tratta probabilmente di casi contratti prima di tornare a scuola, e che non mettono in alcun modo in discussione la volontà del governo di andare avanti con la riapertura progressiva delle scuole.