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Palazzo Chigi: ok agli assistenti civici per vigilare sul rispetto delle norme. Non avranno incarichi di polizia

26 mag 2020
Francesco Boccia (Ansa)
Francesco Boccia (Ansa)

La proposta di Francesco Boccia ai presidenti di Regione il 29 aprile non aveva fatto tanto rumore, ma allora gli italiani stavano a casa e non si era tornati alla movida che turba i sonni di molti nella Fase 2. Adesso invece il bando per reclutare 60 mila assistenti civici diventa un caso, criticato da maggioranza e opposizione. Il ministro Pd degli Affari regionali, appoggiato dal presidente dell'Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro, pensa ai volontari per aiutare chi non ce la fa da solo, come nella fase dell'emergenza più dura, ma anche per far rispettare il distanziamento sociale, l'uso delle mascherine e il divieto di assembramento. Ipotesi queste ultime di cui al Viminale nulla sapevano tanto che dal ministero fanno sapere di non essere stati informati preventivamente.

Un corto circuito che ha spinto il premier Giuseppe Conte a convocare un vertice con Boccia e le ministre Luciana Lamorgese (Interni) e Nunzia Catalfo (Lavoro). "I Ministri interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa - dicono al termine fonti di Palazzo Chigi -, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell'emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato". Ma i volontari "non saranno "incaricati di pubblico servizio" e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia".

Nonostante questo, Regioni e Comuni continuano a muoversi in ordine sparso, varando provvedimenti di aperture e chiusure uno diverso dall'altro. In conferenza delle regioni il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha lanciato ieri l'appello affinché "per colpa di qualche irresponsabile non ci tocchi chiudere ciò che abbiamo riaperto". "Se si è potuto riaprire quasi tutte le attività - ha aggiunto - è stato grazie allo straordinario lavoro impagabile dei professionisti della sanità, che non ringrazieremo mai abbastanza, ma dall'altro alle restrizioni e ai sacrifici chiesti agli italiani".