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Sardegna, secondo successo alle regionali per il centrodestra. Ma per il governo non ci sono i numeri

26 feb 2019
Le urne sardeSardegna, secondo successo alle regionali per il centrodestra. Ma per il governo non ci sono i numeri
Sardegna, secondo successo alle regionali per il centrodestra. Ma per il governo non ci sono i numeri - Tutti i partiti perdono percentuali, ma la vera sconfitta è solo del M5S
Con la Sardegna è il secondo successo consecutivo alle regionali per il centrodestra, che però, al momento, non pensa al governo nazionale.

Christian Solinas è il nuovo presidente della regione Sardegna. Succede a Francesco Pigliaru, eletto nel 2014 con una coalizione di centrosinistra. La conferma della vittoria della coalizione di centrodestra, con quasi il 48% delle preferenze, è arrivata a quasi 24 ore dalla chiusura dei seggi, con uno spoglio andato avanti estremamente a rilento. Secondo, e staccato di parecchio, Massimo Zedda sindaco di Cagliari, che con la coalizione di centrosinistra ha preso il 33%.
Il candidato del M5S Francesco Desogus non è andato molto oltre l'11%.
Con un'affluenza del 53,7%, in aumento rispetto alle ultime regionali, tutti i partiti registrano perdite, il successo del centrodestra arriva anche grazie alle liste civiche e autonomiste, anche la Lega perde 13mila voti e si ferma poco sopra l'11%, il Pd è il più votato col 13,4% pur perdendo 34mila preferenze, ma si parla di vera sconfitta solo per il M5S, che in meno di un anno è passato dall'essere il più votato, con oltre il 40%, a diventare una forza residuale, la quarta, con meno del 10%. Eppure, nonostante il centrodestra continui a mietere vittorie come coalizione, per il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, è inutile pensare ad altro, “in Parlamento i numeri per un governo di centrodestra non ci sono”.
E nel Movimento si pensa a ridiscutere le regole, per riorganizzarsi, ad esempio eliminando il tetto dei due mandati per i consiglieri comunali, e magari aprire un dialogo proprio con le liste civiche in vista di tornate elettorali.

Francesca Biliotti